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Dossier Autostrade: se Atlantia non cambierà posizione si procederà alla revoca?

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Dopo la riunione del premier Conte con i ministri Gualtieri e De Micheli, se Atlantia non cambierà posizione si procederà a revoca, in caso contrario verranno valutate le eventuali nuove condizioni.

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La situazione sembra che sia giunta alla resa dei conti visto che Atlantia – secondo quanto riferiscono fonti del governo – avrebbe modificato le condizioni che avevano portato ad un accordo a luglio.

“Una eventuale revoca” della concessione “provocherebbe un default sistemico per oltre 16,5 miliardi di euro, oltre al blocco degli investimenti.

Verrebbero così messi a serio rischio 7mila posti di lavoro”,

sottolinea il Premier Conte in merito al Dossier Autostrade.

Dalla riunione tra il Presidente del Consiglio con i Ministri delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Economia, emerge la decisione di concedere altro tempo.

Secondo quanto si apprende da fonti di Governo, entro dieci giorni verrà convocato un Consiglio dei Ministri su Aspi.

Nel caso in cui Atlantia non cambi la sua posizione, resta sul tavolo l’opzione della revoca della concessione.

Dossier Autostrade: quali effetti avrebbe la revoca?

L’eventuale revoca della concessione avrebbero pesanti conseguenze.

La conseguenza più scontata sarebbe un default disastroso a livello europeo con 16,5 miliardi di debito non onorati a banche e migliaia di obbligazionisti.

Per questo si confida

«nella capacità di mediazione e nell’equilibrio del presidente Conte, considerandolo un riferimento di garanzia per tutti».

Dossier Autostrade: nessun accordo tra Atlantia e Cdp, permangono posizioni contrastanti

Non c’è mai stato nessun accordo tra Atlantia e Cdp e ciò è dimostrato dal fatto che nella process letter inviata dagli advisor per il riassetto di Aspi è precisato che non viene fornita alcuna garanzia.

Le posizioni tra Atlantia e Cdp restano ancora contrastanti anche se ora la parola spetta soprattutto al Governo.

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