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Donald Trump, apre un parco nazionale in Alaska per l’estrazione di petrolio

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Donald Trump veva promesso durante la sua campagna di concedere la trivellazione in Alaska. Sono state avviate le ultime fasi, per sfruttare oltre 600mila ettari del parco nazionale

Donald Trump
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Donald Trump non a favore dell’ambiente? La parte prescelta è una vasta pianura costiera che verrà perforata per la ricerca di petrolio e gas.

L’allarme ambientale, una grave minaccia per l’ecosistema dell’Alaska

Questo è stato stabilito dal Bureau of land management (Blm), che ha reso pubblica la sua valutazione finale di impatto ambientale.

Si stanno preparando i contratti di locazione delle terre per le società petrolifere, perché hanno finalmente il via libera alla ricerca nella riserva naturale. Il segretario degli interni David Bernhardt, vedo quest’azione come un piano di sviluppo atteso da più di 40 anni.

Adam Kolton della Alaska Wilderness League ha detto che

“L’amministrazione ha calpestato la scienza, mettendo a tacere il dissenso ed escludendo intere comunità indigene”

I democratici stanno cercando di far approvare un disegno di legge per bloccare i lavori in Alaska, in zone selvagge, uniche, che non possono essere distrutte, anche se le possibilità si successo sono veramente scarse.

Secondo alcuni esperti, quest’attività potrebbe portare ad un incremento dei cambiamenti climatici. Secondo Garett Rose, avvocato del progetto Alaska presso il Natural resources defense council (Nrdc), saremo di fronte ad un provvedimento del tutto illegale.

L’impatto ambientale è veramente molto forte oltre a ledere i diritti di tutti coloro che abitano quelle coste

“Viola ciò che è terreno sacro e fonte di sussistenza per la gente di Gwich’in, uno dei popoli indigeni dell’Alaska”

L’Nrdc procederà a contestare in tribunale le decisioni e le conclusione che hanno portato all’autorizzazione d’inizio dei lavori.

La valutazione di impatto ambientale del Blm sono poco attendibili, sottostimate, dato che affermano che il riscaldamento globale non ha nulla a che fare con l’attività umana. Sarebbe quindi un ciclo che si ripete periodicamente da sempre.

Le proteste ambientaliste

Ovviamente la zona è pressoché vergine, per cui gli ambientalisti si sono subito ribellati. In quelle zone possiamo trovare le tane degli orsi polari, zona dove i caribù si spostano per poter partorire.

Inoltre le operazioni di trivellazione, sicuramente porteranno ad allontanare le popolazioni indigene, che si nutrono grazie alle risorse faunistiche, cacciando e pescando.