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Don Antonio Marrese perde la carica di prete per molestie e stalking

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Don Antonio Marrese, dopo le accuse di molestie sessuali, stalking e calunnie è stato “spretato”. Rifiutata anche la grazia da parte di Papa Francesco.

Don Antonio Marrese ha perso la sua carica ecclesiastica di prete, dopo la conclusione del processo che lo ha visto accusato di molestie sessuali, stalking, calunnie e favoritismi per far accaparrare posti pubblici.

Così si conclude la vicenda del sacerdote di Potenza, che è stato anche vicedirettore del Santuario di Pompei.

Il prete – ormai ridotto a stato laico – ha chiesto la grazia a Papa Francesco che, però, gli è stata rifiutata in un giro di pochi giorni.

Don Antonio Marrese
Don Antonio Marrese

 

Don Antonio Marrese perde la carica di prete

È stato dimesso dallo stato clericale Don Antonio Marrese.

Il sacerdote, che è stato anche vicedirettore del Santuario di Pompei, ha perso la carica di prete ed è ritornato alla sua sfera laica.

A prendere questa decisione, è stato direttamente Papa Francesco che ha ritrovato riscontro anche nella Congregazione per il Clero.

Una presa di posizione inappellabile, alla quale Don Marrese ha fatto ricorso, chiedendo grazia al Pontefice che ha rigettato la sua richiesta in pochi giorni.

Molestie, stalking e favoritismi

Prima di perdere il suo ministero sacerdotale, Don Marrese si è macchiato di diversi reati, secondo quanto sostenuto dai giudici che si sono occupati del suo caso.

L’ormai ex prete è stato denunciato da un carabiniere in servizio a Pisa.

Da lì sono partite le indagini che hanno fatto emergere le attività portate avanti da Marrese.

Secondo i magistrati, l’uomo era un vero e proprio faccendiere, al centro di un sistema in cui, grazie a favori sessuali, permetteva alle persone di ottenere un posto nell’Esercito o nell’arma dei Carabinieri.

Comportamenti inaccettabili che hanno montato uno scandalo pubblico all’interno della comunità ecclesiale, tanto da allontanarlo definitivamente dalla Chiesa in maniera definitiva.