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Dispositivi anti abbandono, quali sono novità per gli italiani?

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Non si placano le polemiche sui dispositivi anti-abbandono. Dal 7 novembre scorso, infatti, sono diventati argomento di conversazione tra i genitori dei bambini fino a quattro anni. Ma quali sono le novità?

anti-abbandono

Diventati obbligatori dal 7 novembre 2019, sono tantissimi gli italiani che non si sono dotati dei sistemi anti-abbandono per i propri seggiolini auto.

Quali sono le novità dal Governo?

Dotarsi dei dispositivi anti-abbandono doveva diventare obbligatorio da marzo del 2020. Invece, il governo ha deciso di anticipare al 7 novembre gettando nel caos non solo i genitori dei bambini inferiori a 4 anni ma anche produttori e negozianti. La corsa all’acquisto è stata generata dalle multe che hanno iniziato a fioccare. Il governo, poi, ha ritrattato rendendo nulle le multe e promulgando un incentivo all’acquisto che, però, non si è ancora visto.

A prevederlo l’articolo 52 del decreto legge n. 124 del 2019, chiamato anche decreto fiscale. Il contributo sarà di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. L’erogazione verrà regolata da un decreto che verrà erogato nei prossimi giorni. Se si pensava che si poteva avere tempo fino all’anno prossimo, in realtà da parte del Governo, si sta studiando una normativa per anticipare i tempi.

Come scegliere il dispositivo giusto?

Anche sul fronte dei prodotti disponibili nei negozi ci sono stati non pochi problemi. Se, ovviamente, bisogna acquistare un seggiolino auto ex novo, meglio scegliere uno che in cui l’anti-abbandono è già integrato. Nel caso in cui, invece, bisogna dotare un seggiolino già esistente del dispositivo, bisogna sceglierne uno omologato. Significa che deve attivarsi non appena il guidatore si allontana dall’autovettura. Inoltre, i produttori di seggiolini, consigliano di acquistare dei dispositivi della stessa marca degli stessi. Questo per evitare di pregiudicarne il funzionamento.

Chi non è in possesso del dispositivo rischia una multa che va da 83 a 333 euro. Ma non solo, verranno scalati anche 5 punti dalla patente. A subire le sanzioni chi guida o chi è addetto alla sorveglianza del bambino. Inoltre, è prevista la sospensione della patente se si persevera entro due anni dalla prima multa.