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Delitto di Roveredo, il marito si difende: “Mia moglie mi ha aggredito e l’ho uccisa”

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L’omicidio è avvenuto la sera del 25 novembre per mano di Giuseppe Forciniti, infermiere di professione.

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L’uomo ha ucciso la moglie con una coltellata al collo, poi si è recato in Questura, per raccontare quanto aveva commesso.

La dinamica dell’omicidio di Roveredo

Un drammatico delitto, dai risvolti ancora tutti da chiarire, quello  avvenuto la sera del 25 novembre a Roveredo, frazione di Pordenone.

Giuseppe Forciniti, 33 anni, infermiere di professione, ha ucciso la moglie, Aurelia Laurenti, di un anno più giovane.

Poi, con le mani ancora sporche di sangue si è recato in Questura ed ha raccontato tutto agli agenti.

Quando i sanitari sono giunti nell’abitazione della coppia, per la 32enne non c’era ormai più nulla da fare. La giovane mamma lascia due bambini, affidati per il momento ai nonni materni.

L’avvocatessa Rossana Rovere, nominata dallo stesso Giuseppe Forciniti per la difesa, ha rinunciato al suo incarico, spiegando che, dopo essersi battuta anni per la difesa delle donne, sarebbe stato immorale difendere un uomo accusato dell’omicidio della moglie.

Il racconto del marito

Giuseppe Forciniti, interrogato a lungo dagli agenti di Roveredo, avrebbe provato a spiegare cosa sia realmente successo quella drammatica sera del 25 novembre.

“Sono stato aggredito fisicamente dalla mia compagna mentre ci trovavamo in camera da letto. È anche comparso un coltello, con cui ha cercato di colpirmi. Ne è nata una colluttazione, durante la quale ho afferrato l’arma e l’ho colpita una sola volta, al collo”

ha raccontato l’infermiere, che, in stato di choc sarebbe poi corso in Questura per raccontare agli agenti quanto fosse appena successo.

Come riferisce anche Il Gazzettino, Giuseppe Forciniti è ora accusato di omicidio volontario pluriaggravato.

L’uomo avrebbe raccontato agli inquirenti che i rapporti con la moglie erano diventati piuttosto burrascosi e le liti sempre più frequenti.

Stando al suo racconto, i bambini dormivano nella stanza accanto, mentre la loro mamma veniva uccisa. Dopo aver colpito la moglie, avrebbe preso i suoi piccoli, e, dopo averli portati dallo zio, si sarebbe recato in Questura ancora sporco di sangue.