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Decreto Semplificazioni: appalti, abuso d’ufficio e danno erariale, ecco i nodi da sciogliere

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Decreto Semplificazioni, Conte: momento del coraggio, si troverà convergenza

Si è svolto a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il segretario Pd Nicola Zingaretti. Il colloquio è iniziato attorno alle 15.30 ed è durato poco più di un’ora.

Piena convergenza con Zingaretti sul dl semplificazioni da portare presto in Consiglio dei ministri.

La pensiamo allo stesso modo: bisogna correre”,

commenta il premier Giuseppe Conte subito dopo l’incontro col segretario dem.

L’Italia nei mesi del lockdown e della pandemia indotta dal Coronavirus ha sofferto molto e, adesso, vuole una ripresa veloce, certa.

“Questo è il momento del coraggio.

Non ho assolutamente motivo di dubitare che pur nella varietà di posizioni che ci possono essere tra le forze politiche di maggioranza si trovi la convergenza per una semplificazione vera, robusta”,

sottolinea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Dl Semplificazioni.

È necessario un

«passo risolutivo» a giudizio del premier.

“[…] tutti dobbiamo osare avendo cura perché ci siano dei presidi di legalità rafforzati, dei protocolli antimafia, ancora maggior trasparenza.

Ma non possiamo accettare il principio che non si fa niente per paura di infiltrazioni criminali, è un atteggiamento inaccettabile”,

commenta il Premier.

Rispetto al tema degli appalti e dell’abuso edilizio un tentativo è quello di sanare le perplessità dei partiti di maggioranza su alcuni punti del Decreto Semplificazioni.

“Non si può fermare la riforma per paura. Abbiamo fretta e siamo responsabili”,

commenta Conte.

Decreto Semplificazioni, Bonomi: “Governo vari subito Decreto”

In una nota il presidente di Confindustria Carlo Bonomi sottolinea:

“Ci auguriamo che il governo definisca e vari al più presto il cosiddetto decreto-semplificazioni che è stato annunciato”.

La bozza del Dl Semplificazioni circolata nei giorni precedenti non risolve tutte le criticità,

“ma è innegabile che il problema è immenso e costituisce da molti anni un collo di bottiglia per la crescita del Paese, la realizzazione di opere e interventi troppo a lungo rinviati, il reddito e il lavoro di centinaia di migliaia di italiani”,

commenta Bonomi.

Sui punti ancora da sciogliere il Governo Conte deve essere rapido e sottolinea

“da parte nostra abbiamo avanzato proposte concrete e ci aspettiamo che siano valutate senza pregiudizi”.

Il Presidente di Confindustria Bonomi chiede regole più semplici, inoltre, il Governo non deve avere timore nel decidere:

“Anzi, chiediamo esplicitamente che il decreto non investa solo tutte le fasi che allungano incredibilmente i tempi di procedimenti essenziali per l’iniziativa privata e le infrastrutture pubbliche, ma che indichi anche tempi molto più rapidi per perseguire chi viola le norme in materia”,

commenta Bonomi.

Decreto Semplificazioni, Conte: “Nessun testo a metà, no a una mezza semplificazione”

Visto che il Paese deve tornare a correre ed è necessario che la ripresa sia veloce,

“Nessun testo a metà, no a una mezza semplificazione”,

sottolinea il Premier Conte.

Sul tavolo del Preconsiglio i “nodi” da scogliere sono ancora tanti: ci sono gli appalti, la riforma dell’abuso di ufficio, il ‘condono’ che sembra esser stralciato ma che sopravvive in alcune deroghe, l’iter per velocizzare le grandi opere, i commissari e i loro poteri.

Le posizioni sono diverse: Italia Viva chiede lo stralcio della riforma dell’abuso d’ufficio e del danno erariale e i pentastellati spingono per la digitalizzazione.

LeU, con Loredana De Petris, tiene aperto anche il tema dell’edilizia e reputa non sufficiente lo stralcio della norma sul condono:

«Restano norme per noi inaccettabili come quelle che consentono le ricostruzioni in deroga, senza mantenere le stesse sagome: non c’è l’esclusione dei centri storici e di tessuti urbani consolidati.

Si capisce bene che impatto può avere».

Rimane il timore che il provvedimento perda forza e spinga Conte a cestinare il testo.

Intanto, sul tema degli appalti sopra soglia e sull’elenco delle opere pubbliche da sbloccare, si starebbe ancora cercando un’intesa.