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Emendamento Decreto Rilancio: in arrivo sconto IMU al 20%?

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Decreto Rilancio: spunta il taglio dell’IMU al 20%

Il Governo Conte è al lavoro per chiudere l’esame del Decreto Rilancio entro il 2 luglio, così da sottoporlo all’Aula di Montecitorio per il primo via libera con il voto di fiducia.

Alcuni emendamenti al decreto Rilancio approvati in commissione Bilancio alla Camera fanno prevedere che ci possa essere uno sconto sull’Imu fino al 20% per i cittadini che scelgono di pagare l’imposta con domiciliazione bancaria.

La proposta, a prima firma Massimo Garavaglia, intitolata “Premia chi paga“, è stata avanzata dal leghista Massimo Garavaglia e prevede che gli Enti locali possano applicare lo sconto sulle loro entrate tributarie e patrimoniali.

L’agevolazione proposta vale per chi utilizza l’addebito direttamente sul proprio conto corrente. L’emendamento lascia un margine di manovra fiscale agli enti locali che possono scegliere di applicare lo sconto con una “propria delibera”.

Gli ultimi dati – forniti dal rapporto Imu 2020 della Uil – mettono in evidenza che la nuova IMU vale 20,3 miliardi di gettito. Il tributo nato dalla fusione tra IMU e TASI si paga sulle seconde case e sulle sole abitazioni principali di lusso.

Secondo quanto calcolato dal sindacato il costo medio complessivo dell’Imu su una seconda casa, in un capoluogo di provincia è di circa 1070 euro medi, da pagare in due rate.

La ‘nuova’ Imu ha assorbito anche l’aliquota che si pagava con la Tasi, la tassa pensata per pagare i servizi indivisibili dei Comuni.

Taglio IMU al 20%: una mossa per combattere l’evasione

Il taglio dell’IMU al 20% consentirebbe di contrastare l’evasione fiscale, limitando lo sconto soltanto a chi sceglie l’addebito diretto sul conto corrente.

Se fosse approvato l’emendamento correttivo il taglio dell’IMU al 20% scatterebbe dalla scadenza di dicembre: prevede di dare ai Comuni la possibilità di optare “con propria delibera” al taglio dell’imposta municipale sugli immobili, taglio che può valere anche per la tassa sui rifiuti.

Il Presidente della commissione, Claudio Borghi, ha infatti chiesto ulteriore tempo per l’esame, cui vanno aggiunti i tempi tecnici per la predisposizione del testo per l’assemblea.