Home News Ddl Zan, il Vaticano esprime i propri dubbi: “Viola il Concordato”

Ddl Zan, il Vaticano esprime i propri dubbi: “Viola il Concordato”

Il Vaticano si sarebbe espresso sul Ddl Zan intervenendo per la prima volta nella sua storia nell’iter di approvazione di una legge.

Ddl Zan
Il Vaticano avrebbe chiesto alcune modifiche alla legge

Stando alle ultime notizie il Vaticano avrebbe fatto una richiesta formale al Governo per modificare il disegno di legge contro l’omotransfobia meglio conosciuto come Ddl Zan. Nello specifico quest’ultimo andrebbe a violare alcuni contenuti dell’accordo del Concordato.

Il Ddl Zan è il disegno di legge contro l’omotransfobia

A presentare la richiesta, inoltre, è stato monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. Un vero fulmine al ciel sereno dato che mai nella storia ci sono stati precedenti simili.

La legge al momento priverebbe della libertà di organizzazione

La Chiesa, ad oggi, infatti, non si era mai intromessa nell’iter di approvazione di nuove leggi non approfittando di quanto stabilito nei Patti Lateranensi dell’undici febbraio 1929. La nota, inoltre, sarebbe stata consegnata da monsignor Gallagher circa una settimana fa, lo scorso 17 giugno.

“Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato che riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”.

Questa parte della nota presentata dal Vaticano. I commi tratti in esame, nello specifico, trattano della libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto e vanno a  garantire ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione. Ma non solo anche di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La lettera, dunque, si è chiusa con la preoccupazione della Santa Sede, la quale ha ribadito la necessità di rivedere la legge nei suoi punti critici. Attendiamo, dunque, la risposta da parte del Governo per scoprire come proseguirà la vicenda.

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