Home Cronaca Cuneo, ansiolitici nel cappuccio della collega: donna condannata

Cuneo, ansiolitici nel cappuccio della collega: donna condannata

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Per la competizione sul posto di lavoro una donna di Cuneo ha drogato per mesi la collega, ora per lei ci sarà il carcere.

Cuneo, donna avvelena collega

La ditta dove le donne lavoravano stava per fare dei tagli al personale, questo potrebbe essere il movente dietro il folle piano.

Donna arrestata a Cuneo: avvelenava la collega

Il fatto risale ad ottobre del 2017 ma la condanna per la donna è giunta solo ora.
Secondo quanto ricostruisce anche La Repubblica, una dipendente di una ditta di assicurazioni di Bra in provincia di Cuneo avrebbe somministrato per circa un anno dei farmaci, per la precisione degli ansiolitici, alla collega.

Il metodo diabolico utilizzato era il seguente: la donna mentre si occupava di portare caffè o cappuccini per la pausa pranzo dei colleghi aggiungeva dosi di benzodiazepine della collega.
Ciò è andato avanti fino al 2018 finché la donna ha iniziato a sospettare e gli inquirenti si sono messi sulle tracce dell’avvelenatrice.

Le indagini e la condanna: 4 anni di carcere

La dipendente secondo quanto ipotizzato pare volesse evitare di venire licenziata poiché nella sua azienda si prospettavano tagli al personale. Il suo piano era indurre in comportamenti errati la collega per farla mandare via.

La povera vittima infatti ha iniziato a manifestare tutta una serie di sintomi strani che l’hanno fatta allontanare dal lavoro.
I sospetti degli inquirenti sono stati confermati prima da alcuni filmati che riprendevano la donna versare sostanze nella tazza della collega.

Inoltre la Pm Donatella Masia ha chiesto ed ottenuto la prova definitiva: l’analisi proprio su uno di quei cappuccini ha confermato l’insano piano.

La dipendente è stata così condannata in primo grado a 4 anni con il rito abbreviato poiché secondo il giudice Giorgio Morando, per il reato potrebbe essere ipotizzato anche il tentato omicidio.
Ciò avrebbe in effetti potuto causare una riduzione della capacità di giuda della vittima.

La difesa della dipendente però non ha intenzione di arrendersi e presenterà ricorso contro la condanna.