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Cugini travolti dal Suv, i genitori della vittima urlano il loro dolore: “Devi marcire”

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Il destino dei due cugini travolti dal Suv di Saro Greco è agghiacciante, così come sono strazianti le parole dei genitori della vittima che urlano il loro dolore

Cugini travolti dal Suv
Cugini travolti dal Suv

I due cugini travolti dal Suv hanno lasciato nelle mani di Saro Greco il loro terribile destino. Ora c’è una vittima e un altro bambino che lotta per vivere ma senza più le sue gambe.

Suv travolge due cuginetti di Vittoria

Due ragazzini di 11 e 12 anni si sono seduti fuori da casa, sull’uscio, per chiacchierare e sfuggire al caldo di questi giorni. E’ accaduto in pochissimo tempo, quando vedono arrivare un Suv a tutta velocità che falcia loro violentemente.

Saro Greco, il conducente, scende dall’auto – guarda la situazione e comincia a correre scappando e dileguandosi nel nulla. Ma non prima – e questa è la cosa angosciante – di dire ai genitori della vittima di non sapere cosa sia accaduto, prestando il cellulare per chiamare i soccorsi. 

Solo dopo questo terribile gesto, si allontana dal luogo dileguandosi nel nulla. Stessa cosa fanno i due passeggeri per paura di essere picchiati dalla folla se mai avessero scoperto la verità (diranno agli inquirenti in un secondo momento).

Rosario Greco è stato poi arrestato dagli inquirenti, positivo al test di alcol e droga  – mentre i passeggeri che erano con lui si sono presentati spontaneamente in Questura, accusati di omissione di soccorso.

Le strazianti parole dei genitori della vittima di Vittoria

Mentre uno dei cugini si trova in Ospedale e deve ancora conoscere la verità sulle sue gambe, che sono state amputate dai medici per salvargli la vita – Alessio è deceduto sul colpo lasciando i suoi genitori travolti dal dolore.

Sono stati intervistati in esclusiva da NewsMediaset dove hanno potuto urlare il loro sdegno:

“un uomo mi ha detto di non essere a conoscenza della dinamica, mi ha anche dato il cellulare per chiamare il 118”

Scoprendo solo dopo che quell’uomo apparentemente gentile fosse proprio l‘omicida del figlio:

“due giorni e lo buttano fuori, ma mio figlio non torna più”

Evidenziando di aver visto il figlio volare:

“me l’hanno ucciso sotto i miei occhi. deve marcire in galera! mio figlio ora mangia terra!”