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Crollo del tetto, le parole del marito e padre delle vittime: “Io non cedo”

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Dopo il crollo del tetto di Albizzate, il marito e padre delle vittime rilascia le sue parole al Corriere della Sera dove evidenzia il suo stato d’animo.

Crollo del tetto, le parole del marito e padre delle vittime: "Io non cedo"

ll crollo del tetto di Albizzate ha distrutto una intera famiglia e ora Noureddine è rimasto da solo con suo figlio di nove anni, che si è salvato per miracolo.

Le parole del padre e marito delle vittime

Noureddine Hannache ha rilasciato le sue parole a Il Corriere della Sera, dopo che la sua famiglia è stata distrutta nel crollo di Albizzate. Oggi è solo con suo figlio di nove anni che si è salvato per miracolo, essendo dall’altra parte della strada: il piccolo però ha visto sua madre e le due sorelle morire, senza poter far nulla per salvarle:

“questa è una cosa dove non ci sono parole e faccio fatica a spiegarmi. non servivano nemmeno le autopsie, mi capisce?”

L’uomo distrutto dal dolore ora vuole solo che la moglie e le due bambine siano riportate in Marocco perché hanno bisogno di pace. Lì verranno celebrati i funerali e poi verranno seppellite a Casablanca. Prima di questo sottolinea che deve ancora attendere anche per le restrizioni legate al Coronavirus.

L’uomo al quotidiano racconta della sua vita con la moglie e i figli:

“Abbiamo avuto un breve fidanzamento, poi ci siamo sposati e venuti in Italia. Avevamo le stesse idee e il destino ha permesso di farci incontrare”

Desideravano dei figli e sapevano bene che il futuro non sarebbe stato in Marocco. Da Bari a Varese, dove si sono subito sentiti a casa:

“gente buona. stamani mi hanno chiamato di nuovo i carabinieri. non volevano informazioni per le indagini ma sapere come io stessi. no, non cedo, non me lo posso permettere ho la responsabilità di proteggere mio figlio”