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Crisi di governo, Renata Polverini insultata sul web

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L’ex deputata di Forza Italia Polverini, dopo aver ricevuto minacce di morte, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.

Polverini
La deputata sarebbe stata presa di mira per aver dato la fiducia a Conte

L’ex deputata di Forza Italia, Renata Polverini, è stata presa di mira sui social network. Sono diversi gli insulti pesanti e le minacce di morte, infatti, arrivate all’indirizzo della donna.

Le ingiurie stanno andando avanti da una settimana

Una situazione sicuramente difficile che ha spinto la Polverini a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. La scelta, quindi, sarebbe stata motivata attraverso il proprio profilo Instagram dell’ex deputata.

“Vorrei comunicarvi che, dopo una settimana in cui ho letto solo alcuni degli insulti che ho ricevuto, ho deciso di recarmi presso il posto di polizia della Camera dei deputati per sporgere denuncia rispetto ai contenuti che nulla hanno a che fare con la critica politica. Tra i commenti oltre a minacce di morte o percosse fisiche sono stata appellata con parole inaccettabili”.

Polverini, infatti, sarebbe stata insultata ripetutamente e da diversi account. Come raccontato dalla stessa, lei ha provato ad oscurare i commenti più offensivi per non renderli visibili a chi voleva accedere al suo profilo ma erano decisamente troppi.

I profili incriminati spesso sarebbero privi di foto

L’ex deputata però, non si sarebbe fermata qui e avrebbe effettuato un’indagine sui profili dai cui sono stati scritti i commenti ingiuriosi. Tra questi diversi sono risultati “falsi”, privi di foto o con il profilo bloccato.

Al centro della polemica ci sarebbe stata la scelta della Polverini di votare la propria fiducia al premier Giuseppe Conte. Quest’ultima decisione, inoltre, non è stata gradita neanche a Forza Italia, ed è per questo che la deputata sarebbe stata espulsa.

Non solo però, proprio nella giornata di ieri, infine, la Polverini ha annunciato il proprio passaggio a Centro Democratico, il partito a sostegno di Bruno Tabacci.