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Crisi di Governo, scandalo gruppi improvvisati dopo le dimissioni di Conte

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Dopo le dimissioni di Conte, si è delineato uno scenario confuso: emerge lo scandalo dei gruppi improvvisati. Ecco gli ultimi sviluppi della situazione.

Emergono nuovi scenari dopo la crisi di Governo, innescata dalla dipartita di Conte dalla carica di Primo Ministro.

Una situazione critica, che si viene a visualizzare proprio nel corso di una pandemia di Coronavirus.

Un momento delicato al quale si sta cercando di dare sicurezze e certezze per il futuro.

Crisi di governo - Giuseppe Conte

Crisi di Governo: si aprono le consultazioni

Iniziate le consultazioni al Quirinale dopo la crisi di governo, innescata dalle dimissioni di Giuseppe Conte dal suo ruolo di premier.

Una situazione critica, quella che affronta il paese, soprattutto in un periodo di pandemia globale di Covid.

Elisabetta Casellati è salita al Colle. La presidente del Senato ha avuto un colloquio con il presidente della Camera, Roberto Fico, al fine di trovare una soluzione: “Siamo tutti al lavoro per il bene del paese“.

Dopo le consultazioni, Matteo Renzi di Italia Viva ha commentato la situazione, sottolineando lo scandalo dei gruppi improvvisati.

“Non è un problema delle singole persone, che si può risolvere con una poltrona. In Parlamento assistiamo a un autentico scandalo, una gestione opaca, la creazione di gruppi improvvisati A noi sta a cuore l’Italia e l’Italia deve ripartire adesso. Dobbiamo vivere questa crisi come la più grande opportunità per ripartire”

Queste le dichiarazioni fatte da Renzi in una diretta su Facebook.

Lo scandalo dei gruppi parlamentari

Dieci senatori ora compongono il nuovo gruppo di Responsabili. Questo gruppo incontrerà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 28 gennaio alle 11.50.

Altri de gruppi partirebbero, inoltre, anche da Forza Italia: un’informazione proveniente da Maria Rosaria Rossi, ex del partito di destra.

Per Matteo Salvini c’è solo una soluzione a disposizione: “Via Conte da Palazzo Chigi e poi ragioniamo”. Con queste parole, il leader della Lega si apre a un governo di larghe intese.