Home Politica Crisi di governo, Conte domani al Quirinale per le dimissioni. Ipotesi reincarico...

Crisi di governo, Conte domani al Quirinale per le dimissioni. Ipotesi reincarico per il Ter

CONDIVIDI

Sostenuto dai 5 Stelle, dal Partito Democratico, l’avvocato del popolo ha intrapreso la strada del Conte-ter.

Conte al Colle per le dimissioni
Conte sarà da Mattarella domani 26 gennaio

Da palazzo Chigi la notizia ufficiale è stata data alle ore 19.20.

Verso il Conte-ter

A palazzo Madama la frenesia della caccia ai costruttori ha lasciato il posto allo scorrere greve del tempo.

Dopo incontri e telefonate, dinieghi e suggerimenti, Giuseppe Conte ha deciso che andrà al Colle domani per rassegnare le dimissioni.

Si evita così il Senato che attendeva la relazione sulla giustizia del Guardasigilli Alfonso Bonafede. Ma i numeri non c’erano e la mancata accoglienza dei senatori avrebbe portato dritto al voto.

Il percorso verso il Colle, che moltissimi tra i costruttori indicavano come l’unico possibile, elude le elezioni. Le dimissioni annunciate, aprono una crisi di governo lampo per dare vita a un Conte.-ter.

Il primo appuntamento è domani alle ore 9.00 al consiglio dei ministri, appena convocato, dove l’avvocato del popolo motiverà la propria volontà di dimettersi. A seguire rassegnerà le dimissioni a Sergio Mattarella.

Le reazioni di Pd e 5 Stelle

Un sospiro di sollievo per i 5 Stelle e il Partito Democratico che auspicavano un Conte-ter senza rischiare di passare per le elezioni.

Nella giornata di oggi molte esponenti dei due partiti avevano profuso le loro posizioni durante trasmissioni radiofoniche e televisive. Tra cui il leader Nicola Zingaretti che ha affermato come il Pd fosse al lavoro per:

“garantire un governo autorevole, con una base parlamentare ampia, forte impatto europeista” ha ribadito alla radio web Immagina la posizione”

La posizione dei 5 Stelle al fianco e a sostegno di Conte veniva ribadita da Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, nella trasmissione Un giorno da pecora su Radio 1.

Adesso si delineano nuove equilibri, da costruire con i democratici, i pentastellati, le forze moderate del centro destra e qualche fuoriuscita di Iv.