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Recessione Coronavirus, dal 4 maggio rientreranno soprattutto i lavoratori uomini

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Crisi Coronavirus: la pandemia aggrava il lavoro femminile

Sono le donne ad essere maggiormente penalizzate dalla crisi indotta dal Covid-19.

Il tasso di occupazione delle donne in Italia non arriva al 50%, il 27% lascia il lavoro dopo il primo figlio per dedicarsi alla casa e ai figli.

Il 72% dei 2,7 milioni di lavoratori che tornano al lavoro il 4 maggio sono uomini.

Si tratta della conseguenza della riapertura delle attività produttive che ripartiranno dal 4 maggio: attività manifatturiere e delle costruzioni.

Il rientro a lavoro degli uomini comporterà maggiori incarichi alle donne costrette a dedicarsi ai figli a casa da scuola e alla cura della casa.

Ciò comporterà un maggiore rischio di ridurre ancora di più la loro offerta di lavoro, già minata dalla chiusura delle scuole.

Dall’ultimo rapporto il tasso di occupazione femminile in Italia è pari al 49,9% e sale al 53,8% se si considera la fascia di età tra i 20 e i 64 anni.

Si tratta di dati che si discostano vertiginosamente dalla media europea, che è pari al 67,3%, con punte che sfiorano il 70% in paesi come la Svezia, la Lituania e la Finlandia.

Tasso di occupazione, il gap tra uomini e donne in Italia

Anche se negli ultimi quarant’anni il tasso di occupazione femminile è cresciuto di 4,8 punti percentuali.

La disuguaglianza di genere si è diluita da 41 punti a 18, come conseguenza anche di una riduzione nel tasso di occupazione maschile, che è diminuito di 8 punti percentuali dal 74,6 al 67,6%.

Dal 2007 al 2019 il gap di genere nei tassi di occupazione è diminuito di 6,3 punti percentuali.

In generale, il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i più alti di Europa e le donne tendono ad avere lavori più precari, meno remunerati e ad essere sotto-rappresentante in posizioni apicali.

Eppure le donne hanno un grado di istruzione maggiore, e sono presenti in molte professioni qualificate.

Una nota delle scienziate mette in evidenza che in Italia la componente occupazionale femminile rappresenta il 56% dei medici iscritti all’albo e sono quasi il doppio degli uomini tra i medici con meno di 40 anni.