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Covid, bollettino del 6 febbraio: 13.442 casi e 385 morti

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Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 6 febbraio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 6 febbraio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 13.442 contro i 14.218
  • Morti: 385  contro i 377 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: 2.110
  • Pazienti in terapia intensiva: -2084
  • Guariti: 15.138  contro i 14.995
  • Tamponi: 282.407 invece dei 270.507

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in diminuzione rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in aumento rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in aumento  rispetto a ieri.

In Veneto e nel Lazio aziende pronte a produrre il vaccino

Sono anni che l’Italia si contende con la Germania il primato della produzione di farmaci in Europa. Tuttavia nella catena di produzione dei vaccini contro il Covid-19 già pronti o da approntare, l’industria farmaceutica italiana in questa fase ha per il momento un ruolo marginale.

La sola fabbrica interessata è quella Pomezia che si occupa di inserire nelle fiale i vaccini in arrivo dagli stabilimenti di produzione di AstraZeneca.

Ma la parte più delicata della produzione del vaccino avviene prima e altrove. I ritardi nella consegna delle dosi da parte delle aziende farmaceutiche ha sovvertito la campagna vaccinale, costringendo l’Italia a fare delle modifiche.

Tuttavia sono in arrivo delle buone notizie sul fronte della produzione di dosi, eventualità che consentirebbe di incrementare la campagna vaccinale.

Ne è convinto il commissario Arcuri, che si dice ottimista sul coinvolgimento delle aziende italiane, nel mettere a disposizione i propri stabilimenti per la produzione di vaccini.

Le aziende che potrebbero produrre i vaccini, sul territorio italiano, sono la Fidia, una società la cui sede é ad Abano Terme (Padova), in questa sede si potrebbero realizzare il siero di Pfizer e Moderna, e la già citata Advent, di Pomezia.

L’azienda di Abano Terme, da anni produce vaccini ad uso umano per conto terzi (senza però occuparsi del loro commercio). Ma a partire dal maggio 2020 si è resa disponibile per il siero anti-Covid:

“nel rispetto degli accordi in essere con gli attuali partners”.

Come si legge su The Italian Times, un’apertura in questo senso è stata data dal Commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, secondo cui anche in Italia, siamo:

“pronti a mettere a disposizione gli stabilimenti italiani per accelerare la produzione di vaccini”.

Poiché è in atto un lavoro istruttorio in corso da parte dell’Ue, in quanto sia l’Italia che altri Paesi dell’Ue hanno promosso questa istanza per la carenza di dosi, occorre che i produttori siano d’accordo.