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Covid, bollettino del 14 novembre: 37.255 casi e 544 morti

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Consueto aggiornamento giornaliero sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese con i dati diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi, sabato 14 novembre 2020,con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 14 novembre

L’evoluzione della pandemia nel nostro Paese è monitorata costantemente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report diffuso ogni giorno alle 17, riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la situazione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.
Ecco dunque di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi:37.255 contro i 40.908
  • Morti: 544 contro i 550 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: 24.509
  • Pazienti in terapia intensiva: totali 3.606
  • Guariti: 12.196  contro i 11.480
  • Tamponi: 227.695   invece dei 254.908

Come appare da tali dati la curva dei nuovi casi è leggermente in flessione, cosi come quella riferita ai pazienti ospedalizzati è diminuita rispetto alla giornata di ieri.

Paracetamolo e aspirina per le cure a casa

Nella bozza del protocollo destinata ai medici di base sono inserite le indicazioni terapeutiche per curare a casa i pazienti Covid-19.

In questo protocollo non è prevista la somministrazione di antibiotici, fatta eccezione per i casi più gravi.
Per i malati con sintomi lievi, e febbre non superiore a 38° C, viene indicata dalla bozza che si effettui la somministrazione di paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico (aspirina).

La bozza del protocollo di informazione è stata redatta dal direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino Matteo Bassetti, con alcuni medici di medicina generale di Genova.

Il protocollo che fornisce le direttive nella cura dei pazienti che hanno contratto il virus, privi di urgenza di ricovero perché paucisintomatici (qualche colpo di tosse secca, una febbricola sotto i trentasette e mezzo), ha fatto infuriare i medici.

Lo sconcerto manifestato dai medici di famiglia è derivato da quello che definiscono ‘un mancato coinvolgimento da parte della Commissione’.

Come si legge anche su Fanpage, i medici hanno manifestato il loro disaccordo nei confronti  delle indicazioni ricevute.

Il segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Silvestro Scotti, prima dell’arrivo del protocollo aveva riferito all‘Ansa, che in merito al Covid le indicazioni seguite dai medici di base erano quelle fornite tra marzo e aprile.
Allora la ‘cura’ si basava alla somministrazione di paracetamolo, ibuprofene, vitamine in prima battuta, ma con una febbre che si protrae, venivano somministrati anche antibiotici e cortisone.

Solo se si presentavano sintomi quali dispnea e una saturimetria che scende troppo veniva indicato al paziente il ricovero all’ospedale.

Cosa prevede il protocollo

Come ha spiega lo stesso Matteo Bassetti, nel protocollo per i casi asintomatici non sono previste terapie. Tuttavia per i pazienti con sintomi lievi è prescritta una terapia sintomatica (paracetamolo, ibuprofene o aspirina).

Diverse le raccomandazioni da adottare  se la febbre persistente superiore a 38.5 C per 96 ore con tosse e con dispnea da sforzo, in quel caso il protocollo fornisce indicazioni idonee precise.

Attraverso il direttore dell’Agenzia, Domenico Mantoan, l’agenzia ha voluto definire la sua posizione puntualizzando :

“Le notizie apparse relativamente ad un protocollo per cure domiciliari, messo a punto da Agenas, sono prive di fondamento”.

Segnatamente il protocollo non è stato messo a punto dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, come in principio era stato detto. In quanto l’agenzia non ha il mandato per definire cure domiciliari.