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Covid, bollettino del 12 gennaio: 14.242 casi e 616 morti

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Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 12 gennaio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 12 gennaio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

 

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 14.242  contro i 12.532
  • Morti: 616 contro 448 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: -5.939
  • Pazienti in terapia intensiva: 2.636
  • Guariti: 19.565 contro i 16.035
  • Tamponi: 141.641  invece dei 91.656

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in aumento rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in crescita rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in netto aumento rispetto a ieri.

L’idea di Remuzzi: “No alla seconda dose”

Giuseppe Remuzzi professore dell’Istituto Negri di recente durante un intervista rilasciata al Corriere della Sera ha affermato :

“Meglio vaccinare un grande numero di persone con una dose singola che un piccolo campione con due dosi”

Secondo il professore, poiché l’indice di contagio giornaliero ancora alto e gli ospedali, con i reparti di terapia intensiva di nuovo sotto pressione una speranza viene dal vaccino.

Con riferimento all’attuale situazione pandemica, ha spiegato il professore la strategia fino ad ora seguita non è la più efficace.

La stima delle attuali vaccinazioni sono di 400 mila persone alla settimana, anche supponendo di poter raggiungere le 700 mila dosi a settimana, questo numero non sarebbe comunque sufficiente.

Inoltre la Pfizer ha già comunicato che non può coprire il fabbisogno, una soluzione infatti, potrebbe essere nell’estendere l’accordo che AstraZeneca (in arrivo per gennaio), ha fatto con Serum Institute of India ad altre compagnie, unendo i siti produttivi del mondo.

Come riferisce Affaritaliani, proseguendo nell’intervista il professor Remuzzi vede, l’obiettivo di  vaccinare 50 milioni di persone entro la fine di marzo, come inattuabile.

Per quanto riguarda i vaccini, per Remuzzi quello che occorre ora è una strategia adeguata, altrimenti la pandemia è un problema che potrebbe andare avanti per anni.