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Coronavirus, viaggi in Ue bloccati: in forse ingressi da Usa e altri Paesi a rischio

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L’Ue sta per vietare gli ingressi a causa del coronavirus: tra i Paesi in forse Stati Uniti, Russia e Brasile. Via libera invece per la Cina.

aeroporto
aeroporto di Roma

Ci sarebbero Stati Uniti, Russia e Brasile, ma non solo, tra i Paesi che potrebbero veder bloccato il permesso di ingresso in Europa a causa del rischio coronavirus. La decisione verrà resa nota martedì prossimo, rivelano alcune fonti.

Coronavirus, l’Europa blocca gli ingressi?

Il 1′ luglio è alle porte e come deciso a decorrere da tale data i confini europei saranno riaperti.

La situazione del rischio da nuovi contagi da coronavirus non è però archiviata tanto che nelle ultime ore è giunta la notizia che a Bruxelles si starebbe decidendo un blocco per alcuni Paesi.

Come riportato Tgcom24, tra i Paesi a rischio di vedere negato ai loro viaggiatori l’ingresso in Ue ci sarebbero gli Usa seguiti da Russia e Brasile.

Secondo quanto riferito proprio da fonti americane infatti, tali Paesi sarebbero “colpevoli” di non aver adeguatamente saputo controllare i contagi e dunque potrebbero costituire un rischio di nuovi focolai nel Vecchio Continente.

La notizia non è ancora ufficiale dal momento che mancherebbe ancora il consenso unanime dei componenti la Ue ma si stima che la prossima settimana, precisamente martedì 30 giugno, si potrà sapere di più.

In Italia alcuni focolai fanno preoccupare

Molti sono i Paesi che invece potranno entrare senza vincoli in Europa tra cui figurerebbero Cina, Algeria, Australia, Canada e Corea del Sud.

L’emergenza dei nuovi focolai di coronavirus preoccupa anche il nostro Paese come gli ultimi casi di cronaca riportano.

Mentre a Mondragone la situazione è sempre più calda portando il Governatore De Luca a minacciare di chiudere la città qualora si arrivi a 100 contagiati, anche il settore dei corrieri trema.

Nella Bartolini Bologna e in altre ditte del settore tra cui DHL e TNT infatti si stanno evidenziando numeri crescenti di contagi, che stanno facendo propendere i sindacati per chiedere la chiusura totale.