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Coronavirus, test in aeroporto da chi arriva dai Paesi a rischio

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I controlli per la positività al coronavirus verranno effettuati a chi proviene da Spagna, Grecia, Croazia e Malta.

CoronavirusIl Ministero della Salute starebbe intensificando i controlli agli aeroporti effettuando dei test rapidi per constatare o meno la positività al coronavirus da chi viene dai paesi a rischio. Una manovra volta a ridurre i positivi, impedendo a chi contagiato durante le vacanze di espandere nuovamente il virus.

I paesi a rischio sono Spagna, Grecia, Croazia e Malta

A preoccupare gli esperti sopratutto l’elevato numero di contagiati tra i cittadini rientrati da nazioni quali Spagna, Grecia, Croazia e Malta. Inoltre, sembrerebbe che l’età media dei contagiati si sia abbassata di molto, rendendo parecchi giovani asintomatici e in grado di generare focolai.

Nella riunione effettuata lunedì dal Cts, a cui ha preso parte anche il ministro Roberto Speranza, sono emerse 3 possibilità per i turisti al rientro in Italia. Quarantena obbligatoria, già prevista da chi torna dagli Stati Uniti, tampone o test rapido.

L’ipotesi del test rapido sembra la più accreditata

Il problema, almeno per quanto riguarda la prima opzione, riguarderebbe chi è già all’estero ed al rientro non ha messo in programma l’isolamento di 15 giorni. Di conseguenza si è deciso di procedere con i test rapidi, anche se c’è ancora parecchio da testare. Basti pensare che, ad esempio, il tampone non ha risultati immediati e per garantire la non positività va ripetuto per qualche giorno.

Anche Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, si è dimostrato a favore dei test rapidi.

“La cosa più giusta sarebbe prenderli in ingresso. Molte Regioni fanno sforzi enormi per individuare chi rientra positivo al Covid, ma non basta. Serve un protocollo a livello europeo: non devono essere imbarcate su navi o aerei persone che non siano state sottoposte a tampone e non siano risultate negative”.

Inoltre, come suggerito dal segretario Pd, Nicola Zingaretti, i test dovrebbero estendersi non solo agli aeroporti ma anche alle stazioni dei treni ad alta velocità.