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Coronavirus, Speranza: “Vaccino prima a medici e anziani”

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Il Ministro della Salute Speranza si pronuncia sulle tempistiche del vaccino e sul tema scuola.

Speranza
Durante un’intervista il ministro Roberto Speranza ha affrontato varie tematiche legate al coronavirus.

Il vaccino contro il coronavirus arriverà entro la fine dell’anno, quest’ultimo sarà gratuito, mentre le prime dosi verranno distribuite ad operatori sanitari ed anziani con patologie. A fare questo annuncio direttamente il Ministro della Salute Speranza durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Secondo il ministro non ci sarà un secondo lockdown

Il Ministro si dice fiducioso, infatti, nonostante l’aumento dei contagi non crede sia necessario un secondo lockdown per fermare il coronavirus. Inoltre, secondo quest’ultimo, ci sarebbero tutte le carte in regola per una riapertura in totale sicurezza della scuola.

Nonostante la  tranquillità Speranza esorta gli italiani a rimanere prudenti:

“Non ho mai abbassato la guardia. L’autunno non sarà facile e ritengo vada gestito con la massima cautela”.

Ad ogni alunno una mascherina chirurgica

Speranza, inoltre, si sofferma sull’argomento scuola ribattendo alle molte polemiche sollevate in questi giorni. Come detto da Speranza, infatti, l’Italia è l’unica nazione che distribuirà quotidianamente delle mascherine chirurgiche. Questo comporterà ad un totale di undici milioni di dispositivi di sicurezza, distribuiti gratuitamente ad ogni alunno.

Il ministro sottolinea, inoltre,  come le mascherine saranno distribuite a tutti i bambini senza alcuna distinzione sociale. Infine, Speranza critica il duro battibecco avvenuto tra Salvini e Azzolina, ribadendo che non è giusto usare la scuola come terreno di una campagna elettorale.

Infine, Speranza si espone anche sulla questione negazionisti i quali avrebbero rifiutato di indossare le mascherine:

“Con oltre 35mila morti in questo Paese, le immagini di Roma mi fanno rabbrividire, le trovo inaccettabili”.

Inoltre, il ministro ribadisce come non vi era nessun piano governativo sulla gestione del virus a fine febbraio. Quelli effettuati, infatti, erano solamente studi di scenari ipotetici, molte delle linee tracciate, infatti, non sono state seguite.