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Coronavirus, quarantena ridotta a 10 giorni e tampone per la dichiarazione di guarigione

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La lunga riunione del Comitato Tecnico Scientifico ha portato a delle novità sul fronte Coronavirus con isolamento fiduciario e tamponi.

Coronavirus, quarantena ridotta a 10 giorni e tampone per la dichiarazione di guarigione

Una lunghissima riunione da parte del Comitato Tecnico scientifico che, in merito al Coronavirus, ha portato delle novità interessanti sul fronte tamponi e quarantena.

La quarantena obbligatoria

Come si evince dal Corriere della Sera, a seguito della riunione svolta dal Comitato Tecnico Scientifico si evince che la quarantena potrebbe essere ridotta da 14 a 10 giorni e per la dichiarazione di guarigione basterebbe un solo tampone negativo.

Una riduzione di 4 giorni quindi dal normale isolamento fiduciario avvenuto sino ad oggi. Per fare un esempio: se un utente riceve la notifica dall’applicazione Immuni, questo dovrà stare a casa in isolamento per 10 giorni e non più 14.

Un punto molto importante che ha avuto non poche polemiche con discussione da parte degli esperti che su questo argomento hanno pareri contrastanti. Infatti molti da tempo chiedono venga ridotta, mentre altri sono di parere completamente contrario.

Si teme infatti che la curva dei contagi possa nuovamente aumentare, come accaduto in Francia a seguito dell’accorciamento della quarantena come da volere del Governo Macron. Un esempio che porta alcuni esperti a non volerla ridurre, per una questione di sicurezza.

Un tampone negativo per la conferma di guarigione

Stesso discorso in tema di tamponi, infatti la regola del doppio potrebbe essere definitivamente archiviata. La riunione sembrerebbe aver optato per la conferma di guarigione e fine della quarantena a seguito di un solo tampone negativo (e non più due come in precedenza). In questo caso molti esperti sono a favore di questa riduzione e già in estate la Oms aveva dato indicazioni in merito, cercando di portare l’attenzione su un solo negativo e non due come da legge.

Gli scienziati italiani hanno rivolto da tempo un appello al Ministro della Salute e Comitato Tecnico Scientifico per l’introduzione della nuova regola.