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Coronavirus, per l’ISS è necessario “mantenere ancora le misure restrittive”

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Anche se l’indice RT nazionale è in discesa, ben 12 regioni sono sopra la soglia critica. Il consiglio dell’ISS: “Mantenere ancora le misure restrittive”.

Anche se l’indice RT nazionale è iniziato a scendere, la minaccia Coronavirus non è stata ancora debellata del tutto. Per questo motivo l’ISS consiglia alla popolazione a non abbassare la guardia e lo stesso lo chiede alle regioni.

Ben 12 su 21, infatti, hanno difficoltà a gestire l’emergenza sanitaria, a causa delle terapie intensive sempre più affollate. Dato che fa innalzare la soglia critica.

In tal senso, l’Istituto Superiore di Sanità lancia un appello al fine di non dare un freno alle misure restrittive sinora attuate per uscire dalla pandemia di COVID-19.

Coronavirus - Misure restrittive

Coronavirus, ISS: “Mantenere ancora le misure restrittive”

Anche se scende l’indice RT nazionale legato alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, l’ISS spinge a non rilassarsi troppo.

È consigliabile portare avanti – ancora per qualche tempo – le misure restrittive per uscire dalla pandemia di COVID-19.

L’Istituto Superiore di Sanità, infatti, sottolinea che ben 12 regioni su 21 sono sotto sforzo, per quel che concerne le terapie intensive, pertanto sono sopra la soglia critica. Sul piano nazionale, invece, tale dato è sceso del 30%.

Pertanto, visto che ci sono alcune criticità, l’ISS afferma che questa è una “Fase delicata” e che, per questo motivo, è meglio “mantenere le misure“.

COVID-19, le regioni più a rischio

Tra le regioni più a rischio di contagio, secondo quanto riferisce l’ISS, ci sono Molise, Sicilia, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Trento, Sardegna, Toscana e Veneto.

Esse, infatti, presentano un RT sopra 1: in testa, come potete leggere, ci sono il Molise e la Sicilia che, superano tutte le altre, con 1.38 e 1.27.

In tal senso, sembra prematuro parlare di un abbassamento dei livelli di allerta che vanno rispettati, fino all’arrivo di dati più confortanti.