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Coronavirus, nuova lista dei settori che restano aperti e nuova stretta

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Coronavirus: il Presidente Mattarella firma il decreto con la lista aggiornata delle attività che possono proseguire

Nella tarda serata di mercoledì il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha siglato il Decreto del Governo che contiene le nuove misure restrittive per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Le nuove previsioni normative sono contenute nell’allegato del decreto ministeriale con la nuova lista delle attività essenziali, che possono proseguire.

Il Dpcm del 22 marzo è stato corretto ed integrato e dal 29 marzo dovranno restare chiuse le attività non indicate nel nuovo allegato.

Rispetto alla precedente lista è stata limitata l’attività dei call center, stop totale alla fabbricazione di corde, limitata la fabbricazione di carta, articoli in materie plastiche e ingegneria civile.

Come riporta Il Sole 24 Ore via libera invece alla fabbricazione di confezioni in vetro per alimenti, di macchine automatiche per l’imballaggio e di batterie e pile.

Si tratta di tutte le novità stabilite in seguito all’intesa raggiunta tra Governo e sindacati sulla revisione ed aggiornamento della lista delle attività produttive essenziali per il Paese, che possono proseguire in piena emergenza coronavirus.

Coronavirus: la lista REVISIONATA delle attività escluse dalla chiusura

L’allegato al Dpcm dello scorso 22 marzo, che autorizzava la prosecuzione di tante attività per 87 produzioni, è stato revisionato.

Cgil, Cisl e Uil sono intervenute in quanto la lista delle attività risultava troppo ampia, inoltre, molti lavoratori hanno cominciato a protestare ed a scioperare per il timore di essere contagiati dal Covid-19.

L’intesa raggiunta tra Governo e Sindacati ha consentito di revisionare la lista di attività e di identificare l’elenco delle attività produttive indispensabili in questa difficile situazione d’emergenza.

Tra le attività stoppate nel settore della carta vi è la produzione di carta da parati, sono stati posti dei limiti anche alla fabbricazione di prodotti chimici ed il settore dei call center rimane aperto con l’esclusione dei servizi telefonici a carattere ricreativo.