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Coronavirus, bollettino di lunedì 26 ottobre: 17.012 contagi e 141 morti

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Consueto aggiornamento sulla situazione della pandemia da coronavirus, con i dati ufficiali diffusi dal Ministero della Salute.

Bollettino 26 ottobre

Il bollettino di oggi 26 ottobre 2020 con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 26 ottobre 2020

Il Ministero della Salute ha diffuso come ormai quotidianamente i dati ufficiali riguardo la pandemia nel nostro Paese.
Di seguito sono elencati i numeri dei contagi, dei morti, e dei ricoverati con sintomi ed in terapia intensiva.
Si da notizia inoltre dei guariti e dei tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

  • Contagi: 17.012 mentre ieri erano 21.273
  • Morti: 141 mentre ieri erano stati 128
  • Pazienti ricoverati con sintomi: 12.997 mentre ieri erano 12.006
  • Pazienti in terapia intensiva: 1.284 contro i 1.208
  • Guariti: 2.423 mentre ieri erano 2.086
  • Tamponi: 124.686 contro 161.880 di ieri

Il report odierno fotografa una situazione in diminuzione per quanto riguarda i nuovi casi. Per quanto concerne il numero dei morti e dei ricoveri, l’attenzione resta molto alta nonostante il sostanziale stallo dei numeri evidenziati nelle ultime 24 ore. Diminuiti i tamponi eseguiti.

Proteste nelle maggiori città: emergenza sanitaria o sociale?

Il nuovo Dpcm è entrato in vigore proprio oggi ma le proteste da Nord a Sud erano iniziate già bei giorni scorsi, quando era stata divulgata la bozza.

Azioni di guerriglia e vere e proprie espressioni di rivolta. Per alcuni episodi si è parlato di atti organizzati da alcune forze di estrema destra come Forza Nuova. È il caso degli scontri avvenuti a Napoli ma non solo.

Da Palermo a Roma e Milano proteste si stanno succedendo rapide e spesso spontanee come nel caso del capoluogo lombardo.

Nel pomeriggio di oggi infatti un nucleo di manifestanti si sono recati al palazzo della Regione per parlare con il Governatore Fontana. La mancata udienza ha scatenato una protesta che si è subito infiammata portando a cori e blocco del traffico in una zona di passaggio fondamentale per la città come testimoniato dalle telecamere della trasmissione Tagadà di La7.

A protestare in maniera pacifica sono stati anche gli esponenti della cultura, firmando un documento che chiede al Governo maggiore attenzione per un settore già tanto penalizzato.

Anche le associazioni che seguono le terapie dei bambini con vari tipi di disabilità stanno arrivandosi per chiedere al Governo di poter mantenere aperte le strutture come le piscine in cui poter proseguire le terapie.

Da più parti ci si chiede quale sia attualmente l’emergenza più pressante, se quella sanitaria o quella sociale.