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Coronavirus, bollettino del 2 febbraio: 9.660 casi e 499 morti

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Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 2 febbraio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 2 febbraio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 9.660 contro i 7.925
  • Morti: 499 contro i 329 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: -9.824
  • Pazienti in terapia intensiva:2.214
  • Guariti:18.976 contro i 13.975
  • Tamponi: 244.429 invece dei 142.419

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in aumento rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in crescita rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in aumento rispetto a ieri.

Anticorpi monoclonali, cosa sono e come funzionano

Gli Anticorpi Monoclonali o MAb possono essere descritti come un determinato tipo di anticorpo generato da un singolo tipo di cellula immunitaria.

Gli anticorpi monoclonali sono studiati per identificare un unico, specifico antigene, che legandosi ad esso lo neutralizzano.

Questi farmaci sperimentali contro il Covid sono per molti una vera promessa.

Per questo motivo il ministro della Salute Roberto Speranza vorrebbe avere il “via libera” al loro utilizzo, inoltre è a loro favore  anche il presidente dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) Giorgio Palù.

Per capire come funzionano occorre dire che gli anticorpi monoclonali vengono prelevati dal plasma e utilizzati, in massima parte, sui pazienti considerati più a rischio, ovvero che non sono in grado di produrre da soli anticorpi per contrastare il virus.

Questi anticorpi favoriscono una risposta immunitaria efficace nei confronti di quell’organismo estraneo al nostro corpo.

I medici americani hanno fortemente creduto nelle loro capacità, tanto che nell’ottobre 2020, nonostante la sperimentazione non fosse ancora conclusa, sono stati somministrati gli anticorpi monoclonali al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella dose massima consentita.

Questa terapia potrebbe forse aprire una nuova strada da intraprendere per quanto riguarda la lotta al coronavirus.

Come riferisce Notizie.it, Giorgio Palù, intervistato da una stazione radiofonica ha sottolineato come:

“studi di fase 3 hanno mostrato come i monoclonali, se somministrati in fase precoce, riducono i ricoveri del 70% e la mortalità in soggetti gracili”.

Un’evenienza, ha sottolineato il presidente dell’Aifa, da considerare in special modo ora che c’è carenza di vaccini.