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Coronavirus, bollettino del 1 gennaio: 22.211 casi e 462 morti

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Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 1 gennaio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 1 gennaio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 22.211 contro i 23.477
  • Morti: 462 contro i 555 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: 4.871
  • Pazienti in terapia intensiva: 2.553
  • Guariti: 16.877  contro i 17.421
  • Tamponi: 157.524 invece dei 186.004

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in leggero calo rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in diminuzione, rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in calo rispetto a ieri.

Non si esclude il Vaccino AstraZeneca a gennaio

L’azienda ha presentato all’Ema i dati necessari a richiedere l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio.

Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’ente regolatorio europeo, come riferito da Adnkronos, ha illustrato che se i dati presentati si risulteranno, sostanziosi e di facile interpretazione, l’Agenzia potrà esprimersi entro venti giorni.

Nei giorni scorsi Noel Wathion, vicedirettore esecutivo dell’Ema al quotidiano belga ‘Het Nieuwsblad’ aveva dichiarato che l’Agenzia, con molta probabilità, non sarebbe stata in grado di approvare a gennaio il vaccino.

A seguito della richiesta di invio dei dati, l’azienda ha risposto con il loro invio.

L’ex direttore esecutivo, ha ricordato che per il vaccino AstraZeneca, il problema in base a ciò che è “noto”, riguarda la “disomogeneità”, in particolare del dosaggio da impiegare perché si abbia la dose corretta (una dose e mezza oppure due).

Inoltre occorre comprendere quale intervallo di tempo fra la prima e la seconda dose, deve intercorrere.

Infine, ribadisce l’ex numero uno dell’Agenzia europea del farmaco, che se verranno superate le ”criticità” che ne hanno impedito fino ad ora la divulgazione:

“non è assolutamente escluso”

che i tempi di valutazione siano simili a quella dei vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna, ovvero venti giorni circa.