Home Casi Coniugi scomparsi a Bolzano, Benno Neumair “sollevato” dal ritrovamento del corpo del...

Coniugi scomparsi a Bolzano, Benno Neumair “sollevato” dal ritrovamento del corpo del padre

CONDIVIDI

Il giovane insegnante avrebbe confidato al suo legale di aver vissuto mesi di angoscia, nell’attesa che venisse ritrovato il corpo.

coniugi Neumair parole Benno

A confermare che il cadavere trovato nell’Adige fosse proprio quello di Peter Neumair è stato il legale di Madè, che ne ha riconosciuto l’orologio che portava al polso.

Il ritrovamento del cadavere di Peter

Dopo quasi 4 mesi di ricerche, nella mattina di martedì 27 aprile è stato ritrovato nelle acque del fiume Adige il cadavere di Peter Neumair. 

Il corpo senza vita dell’insegnante, ucciso insieme alla moglie il 4 gennaio scorso, era in avanzato stato di decomposizione.

Ad inviare la segnalazione è stato un giovane che stava camminando lungo la pista ciclabile che costeggia il corso d’acqua in compagnia del suo cane.

Il riconoscimento è avvenuto grazie all’orologio che Peter portava ancora al polso e che il legale della figlia Madè ha identificato come il suo.

Le parole di Benno dopo il ritrovamento

Qualche ora dopo il ritrovamento, il legale di Benno Neumair, Flavio Moccia, ha informato il giovane insegnante, attualmente detenuto nel carcere di Bolzano.

Benno ha riferito di averlo già saputo dalla televisione e di aver vissuto mesi di angoscia perché il corpo del padre non era ancora stato ritrovato.

“Sono stati mesi difficili, non capivo come non fosse stato ancora trovato – ha detto ancora il 30enne, reo confesso dell’uccisione dei genitori, durante l’incontro – Ora mi auguro che attraverso l’indagine cadaverica siano confermate le circostanze sulle modalità che ho già espresso. Nella tragedia, almeno, un fattore positivo”

ha detto l’imputato, come riferisce anche l’Adnkronos.

Il legale di Benno ha quindi riferito che il ritrovamento del corpo senza vita di Peter conferma la versione fornita dal suo assistito.

La confessione di Benno

Dopo il ritrovamento del corpo senza vita della madre, avvenuto il 6 febbraio scorso, il giovane insegnante è crollato ed ha riferito di aver ucciso i due genitori, prima il padre, poi la madre, con una corda da arrampicata.

Con il padre era scoppiata una discussione, l’ennesima, così lui aveva preso d’istinto una delle sue corde da arrampicata e l’aveva stretta attorno al collo di Peter.

Quando la madre era rientrata a casa, dopo essere stata a trovare la nonna di Benno, il figlio aveva fatto lo stesso con lei.

Dopodiché aveva caricato i loro corpi nella Volvo e li aveva gettati nel fiume Adige, dove sono stati poi ritrovati.

Leggi anche –> La storia di Tiziana Cantone, dalle ultime novità alle indagini per omicidio

Si attende ora l’esame del Dna per avere la conferma ufficiale che quello emerso dalle acque dell’Adige sia proprio il corpo di Peter Neumair.

La lettera di Madè dopo la confessione del fratello

Ha scritto una lunga lettera, che ha consegnato ai suoi legali, affidando a quelle parole il suo amaro sfogo.

Madè Neumair, 26 anni, figlia minore di Peter Neumair e Laura Perselli, ha scritto una lunga lettera, dopo che il fratello maggiore, Benno, ha confessato di aver ucciso i suoi genitori.

La giovane, che vive e lavora in Germania, dove svolge la professione di medico, si è detta pienamente consapevole della drammatica sorte toccata ai suoi genitori, anche molto tempo prima della confessione di Benno.

“L’INDICIBILE FATTO CHE BENNO NEUMAIR ABBIA UCCISO A SANGUE FREDDO LA MIA MAMMA E IL MIO PAPÀ LA SERA DEL 4 GENNAIO, PER ME È STATO VIOLENTEMENTE E DOLOROSAMENTE EVIDENTE FIN DAL PRIMO POMERIGGIO DEL 6 GENNAIO”

si legge in un passaggio della lettera di Madè.

La mattina seguente alla scomparsa di Peter e Laura era stata proprio la ragazza ad allertare le forze dell’ordine.

Benno le aveva detto di aspettare, perché ipotizzava un allontanamento volontario dei suoi genitori.

Leggi ancheLa confessione di Benno, ho ucciso i miei genitori 

La fuga in India

Dopo il duplice delitto, Benno Neumair stava pensando di fuggire in India, per rifarsi una vita.

È quanto ha riferito il mese scorso un’amica del reo confesso, residente in Germania, che lo avrebbe sentito proprio qualche giorno dopo la scomparsa di Peter e Laura.

La circostanza è stata però immediatamente stroncata dalla difesa di Benno.

I legali del reo confesso hanno infatti sostenuto la tesi che, se davvero avesse voluto scappare, avrebbe avuto tutto il tempo per farlo, prima del suo arresto.

Sul primogenito della famiglia Neumair si attende ora l’esito della perizia psichiatrica, che dovrà accertare la volontà di intendere e di volere di Benno.

I risultati della perizia confermano la versione di Benno

Due settimane fa è stato depositato l’esito di una perizia svolta dal genetista Emiliano Giardina.

Nel corso dell’esame è emerso che la confessione fornita da Benno Neumair sarebbe compatibile con i risultati della perizia.

È quindi confermata la sua versione dei fatti e quindi l’uccisione del padre, poi della madre al suo rientro a casa.

Nell’appartamento in cui è avvenuto il duplice delitto non sono state trovate macchie di sangue di Peter e Laura, ma solo tracce biologiche della donna proprio vicino all’uscio di casa, dove il reo confesso ha riferito di averla uccisa.

Tracce biologiche sono state scoperte anche nel bagagliaio e nei sedili posteriori della Volvo.

Sul ponte di Ischia Frizzi è stata trovata anche una traccia di Dna di Laura.

Mancano all’appello la corda con cui il giovane ha messo in atto il duplice delitto ed il suo cellulare. Benno ha riferito di averli gettati in un cassonetto dell’immondizia poco distante da casa.