Home Cronaca Condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie: concessi i domiciliari a Bruno Lorandi

Condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie: concessi i domiciliari a Bruno Lorandi

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Concessi i domiciliari per motivi di salute a Bruno Lorandi, 71enne condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie, Clara Bugna.

bruno lorandi

Bruno Lorandi ottiene gli arresti domiciliari. Il 71enne sta scontando la pena nell’abitazione della sorella a Mantova.

Omicidio Clara Bugna

La vicenda giudiziaria di Bruno Lorandi inizia il 28 aprile del 1986, quando il figlio dell’uomo e della moglie Clara Bugna scompare da Nuvolera, in provincia di Brescia.

Il piccolo di appena 10 anni viene ritrovato morto sul monte Maddalena. L’autopsia accerta che Christian Lorandi è deceduto per strangolamento.

Di quell’omicidio viene accusato Bruno Lorandi. L’uomo si fa sette mesi di carcere, dopodiché viene assolto in tutti e tre i gradi del giudizio.

Il 10 febbraio 2007 il corpo senza vita di Clara Bugna viene trovato nella sua abitazione a Nuvolera, nel giorno del 60esimo compleanno del marito. Anche in questo caso l’autopsia accerta che la morte è avvenuta per strangolamento.

Per l’omicidio della 53enne viene condannato all’ergastolo il marito Bruno Lorandi. Secondo i giudici, l’uomo avrebbe inscenato una rapina, per coprire il delitto della donna, rea di voler far ripartire le indagini sulla morte del figlio Christian.

Concessi i domiciliari a Lorandi

Come riferisce anche Tgcom24, il giudice ha concesso i domiciliari all’ex marmista, accusato dell’omicidio della moglie. Lorandi sta scontando gli arresti domiciliari nell’abitazione della sorella a Mantova.

La concessione dei domiciliari è stata motivata con il rischio di contagio da Covid 19, per motivi di salute. Il prossimo novembre Lorandi, che stava scontando la pena all’ergastolo nel carcere di Verona, discuterà il ricorso presentato in Cassazione sul no alla revisione del processo che lo vede imputato per l’omicidio della moglie. La richiesta di revisione è stata firmata lo scorso mese di ottobre dalla Corte d’appello di Venezia.

Nel novembre 2019 l’uomo fu colpito da infarto e ricoverato all’ospedale di Brescia.