Home Cronaca Sassari, condannato all’ergastolo l’uomo che uccise il corteggiatore della figlia

Sassari, condannato all’ergastolo l’uomo che uccise il corteggiatore della figlia

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La sentenza pronunciata questa mattina dalla Corte d’Assise, che ha accolto in pieno le richieste dell’accusa.

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L’uomo aveva freddato il corteggiatore della figlia davanti alla sua abitazione. La ragazza, all’epoca dei fatti, era già fidanzata con il figlio di un socio in affari dell’allevatore.

L’omicidio nel Alessio Ara

Era il 15 dicembre del 2016, quando Alessio Ara, operaio 37enne di Ittireddu, Sassari, venne freddato con due colpi di fucile, davanti alla sua abitazione.

Per quell’omicidio, finì in carcere Vincenzo Unali, allevatore 60enne di Mores. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe ucciso l’operaio per via della relazione che aveva intrapreso con una delle sue figlie.

Un rapporto sentimentale che per l’allevatore, che si è sempre professato innocente, era del tutto impossibile, visto che la ragazza, all’epoca dei fatti era fidanzata con Costantino Saba.

Proprio con la famiglia Saba, infatti, il sospetto omicida intratteneva da diverso tempo rapporti lavorativi. Da subito le indagini si sono concentrate su Unali.

Lo scorso gennaio, durante l’udienza, la moglie dell’uomo testimoniò che all’ora del delitto, il marito era a casa con lei. Parole poi smentite da un’intercettazione ambientale, in cui la signora raccontava alle figlie di non ricordare esattamente gli orari perché in campagna non esiste un’ora precisa per staccare dal lavoro.

La condanna all’ergastolo

Questa mattina, la Corte d’Assise di Sassari, come riferisce anche l’Unione Sarda, ha pronunciato la sentenza di condanna per Vincenzo Unali.

L’allevatore di Mores è stato condannato all’ergastolo con l’accusa di omicidio volontario. I giudici della Corte hanno accolto in pieno la sentenza dei pm e dei legali dell’accusa.

Riconosciuta inoltre anche il pagamento di 200 mila euro alla madre della vittima, Grazietta Pittalis, e di 130mila al fratello di Alessio, Gian Salvatore Ara.

L’allevatore, accusato del brutale omicidio dell’operaio, si è sempre professato innocente.