Home Cronaca Condannati per stupro ad Ancona: ribaltata la sentenza che li aveva assolti

Condannati per stupro ad Ancona: ribaltata la sentenza che li aveva assolti

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Ribaltata la sentenza che vedeva assolti dallo stupro gli imputati. I due giovani, in precedenza, erano infatti stati assolti dall’accusa di violenza nei confronti di una giovane di Senigallia.

Ribaltata la sentenza che li vedeva assolti, i due giovani che stuprarono una giovane di Senigallia
Ribaltata la sentenza che li vedeva assolti, i due giovani che stuprarono una giovane di Senigallia

La sentenza è stata ribaltata, in principio erano stati assolti perché la giovane era troppo mascolina.

Condannati i due stupratori di Senigallia

La sentenza passata aveva lasciato senza parole, per le motivazioni sessiste. La Corte aveva ritenuto la donna non attraente concedendo l’assoluzione ai due imputati, di origine sudamericana.

I due si erano sempre professati innocenti, adducendo come motivazione il fatto che in realtà non si era trattato di uno stupro,  che il rapporto sessuale con la giovane peruviana fosse avvenuto in maniera consensuale.

La violenza nei confronti della giovane di 22 anni, si era consumata a Senigallia il 9 marzo 2013.  Idue giovani spiegavano che il rapporto si era consumato in realtà senza molto trasporto da parte loro, in quanto la ragazza era poco attraente.

La Corte di Appello di Ancona, allora aveva assolto due giovani accusati di aver violentato una ragazza. Un verdetto molto discusso per le motivazioni addotte nella sentenza.
Si fece riferimento ad un eccessiva “mascolinità” della ragazza, tutto per avvalorare la versione dei due imputati e, allo stesso tempo minare la credibilità della vittima.

La violenza sulle donne

A seguito della brutalità del rapporto la ragazza si è dovuta sottoporre ad intervento chirurgico e trasfusione.

Come riportato dal quotidiano La Repubblica il procuratore generale di Ancona, Sergio Sottani, al Giornale Radio Rai affermò, come il considerare la scarsa attrazione sessuale dello stupratore nei confronti della vittima possa essere un elemento a sostegno della mancanza di responsabilità.

Un atteggiamento che andrebbe evitato, in questo modo si rischia di appesantire lo stress cui la vittima è già sottoposta.