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Come proseguirà il piano vaccinale in vista del ritorno di AstraZeneca

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La corsa a gran velocità. Le nuove direttive includono le farmacie e doppi turni. Chi si rifiuta salta la fila e dovrà farla nuovamente.

Come funzionerà la campagna vaccinale senza AstraZeneca
Vaccino

Era lunedì 15 quando il siero AstraZeneca veniva sospeso, in via preventiva. In vista che l’Ema (European Medicine Agency) si pronunci in merito, la “sentenza” è prevista per il pomeriggio, sono state sondate varie possibilità per governo e regioni.

Battuta d’arresto

L’Italia è tra i 13 stati dell’Unione Europea ad aver fermato il vaccino anglo-svedese e adesso in attesa del responso da parte dell’agenzia comunitaria per il farmaco.

Il giudizio si profila favorevole all’utilizzo delle fiale dai frequenti effetti collaterali (febbre, mal di testa, dolori muscolari) solitamente di breve durata (24-48 ore).

L’ente ad approvazione dei farmaci aveva parlato con numeri alla mano il 10 marzo (un giorno prima dello stop italiano): su 5 milioni di persone vaccinate “i casi di trombosi riportati sono stati 30”.

Pertanto gli episodi avversi sono inferiori a quelli che solitamente si riportano tra i cittadini europei.

Cosa ha provocato lo stop di AstraZeneca nel Paese

In Italia interrompere la somministrazione del siero proveniente da Oxford ha comportato la mancata inoculazione di 200mila dosi che, in termini temporali, è recuperale in 2 settimane.

Ma il danno più grande è quello dell’immagine che potrebbe aver prodotto: una reticenza più forte e diffusa nei confronti del vaccino interdetto quando, probabilmente, ritornerà nei piani vaccinali regionali.

In caso la ritrosia dovesse essere ampia, il rischio è di non riuscire, come pianificato, a immunizzare l’80% della popolazione.

Prospettive

Allora, per affrontare il delinearsi di ostacoli vari, il commissario Paolo Francesco Figliolo ha messo a punto varie risposte.

Una possibilità è quella dell’overbooking.

Le prenotazioni giornaliere saranno di più delle fiale a disposizione. Così, eventuali rinunce dell’ultimo minuto, saranno “attutite” dalle riserve.

La modalità evita lo spreco dei vaccini e anche il protrarsi dei tempi di attesa per tutti i cittadini.

Invece, in caso di rifiuto oppure di mancata prenotazione è già funzionante lo slittamento. Si ricomincia a mettersi in fila.

L’idea nuova che consentirebbe di velocizzare il passo è il coinvolgimento delle farmacie.

Ci sarà sempre un medico a procedere alla somministrazione, ma il vaccino sarà Johnson&Johnson, più maneggevole e a dose unica.

In ultimo, sono previsti turni per medici e infermieri prolungati. Ad averli già annunciati è stata la regione Lazio, seguita dalla Lombardia.