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Clima, la crisi avanza: cosa ci riserva il futuro?

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Si preannuncia una crisi del clima senza precedenti, al punto che la natura non soddisferà più le esigenze dell’intera popolazione

Clima, la crisi avanza: cosa ci riserva il futuro?
Clima

Secondo le previsioni più scure e peggiori, del clima tra circa trent’anni ben più della popolazione del pianeta avrà a che fare con la natura gravemente ferita. Secondo un recente studio che ha vagliato i possibili scenari futuri, non si prospetta un futuro roseo.

Gli scenari analizzati dallo studio

Nello studio, che possiamo leggere su Science, si è tenuto conto della disponibilità dell’acqua potabile oltre che dell’erosione costiera e della diminuzione degli insetti preposti all’impollinazione. T

enendo conto di queste variabili, si nota subito che la natura sta perdendo la propria capacità di soddisfare le nostre esigenze, soprattutto in quegli ambiti in cui il legame è più forte tra sopravvivenza dell’uomo e natura.

Altre variabili analizzate dai ricercatori, sono la crescita demografica, fattori che peggiorano le condizioni dell’ambiente, come l’inquinamento, lo sfruttamento del suolo, la deforestazione, lo sviluppo esagerato dell’urbanizzazione, i cambiamenti climatici o ancora l’agricoltura intensiva…

Partendo da tutti questi dati, si è deciso di applicare il modello, ottenendo quindi diversi scenari. Ognuno ha delle conseguenze che si potrebbero avere, se non si avesse un occhio di riguardo maggiore per l’energie rinnovabili, rimanendo strettamente legati ai combustibili fossili.

Le peggiori previsioni

Nello scenario peggiore, si stima che miliardi di persone saranno alle prese con un importante inquinamento idrico, raccolti scarsi a causa di terreni troppo sfruttati e pochi impollinatori. Asia e Africa avranno le peggiori conseguenze, dove 2,5 miliardi di persone per il primo e un miliardo per il secondo continente,avranno scarsa quantità d’acqua potabile.

Parlando di rischi costieri i più colpiti saranno gli abitanti dell’Asia. Per quanto riguarda la mancata impollinazione naturale, a farne le spese saranno le popolazioni del sud-est asiatico e dell’Africa, anche se le peggiori conseguenze, le avranno i cittadini d’Europa e America Latina, dove le persone colpite potrebbero avvicinarsi a 900 milioni.

Le possibili soluzioni per arginare il problema del clima

Ovviamente per risolvere il problema dobbiamo adottare un modello di sviluppo ambientalmente sostenibile e sperare in uno sviluppo tecnologico che porti impollinare le culture senza insetti, depurazione dell’acqua o preservare le coste.

Questo potrebbe portare ad una riduzione delle persone coinvolte, dalle 3 alle 10 volte di meno.

Comunque anche nelle migliori delle ipotesi, entro i prossimi 30 anni circa 500 milioni di persone che risiedono nelle zone costiere avranno rischi legati all’erosione e alle inondazioni.