Home News La Cedu respinge scarcerazione di Aytac Unsal. Indignazione diffusa tra le associazioni

La Cedu respinge scarcerazione di Aytac Unsal. Indignazione diffusa tra le associazioni

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Ordinata la scarcerazione di Unsal per motivi di salute ma la Cedu rifiuta. Spanò accetta laurea ad honoris causa da Università di Istanbul.

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La Cassazione turca aveva ordinato l’immediato rilascio dell’avvocato Aytaç Ünsal per motivi sanitari ma la Cedu rifiuta la proposta. Il suo Presidente, Robert Ragnar Spanò, ha accettato la laurea ad honoris causa dall’Università di Istanbul.

Sono molte organizzazioni sociali per i diritti civili e umani e le associazioni indignate da queste decisioni.

Cedu rigetta la scarcerazione di Unsal

Aytaç Ünsal è un avvocato di 32 anni che ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame fino alla morte poco dopo la morte della sua collega curda Ebru Timtik.

Erano entrambi impegnati nella lotta per i diritti civili e umani. Difendevano gli attivisti di sinistra e perciò la magistratura li ha accusati di terrorismo.

Affidavano tutto il loro sostegno all’organizzazione, classificata come terroristica, chiamata Organizzazione Marxista-Leninista Dhkp-c.

Nel mese di luglio i due avvocati sono stati trasferiti in due diverse strutture ospedaliere di detenzione. Al momento Unsal si trova incarcerato in un ospedale detentivo adibito ai malati di Covid-19.

Per questa ragione Aytac Unsal corre il rischio di contrarre il coronavirus soprattutto a causa delle sue condizioni fisiche deperite e del sistema immunitario compromesso.

I giudici nei giorni scorsi avevano stabilito che Unsal doveva essere immediatamente liberato a causa dei pericoli che correva rimanendo in questa struttura oltre che per il generale deterioramento delle sue condizioni cliniche.

La Cassazione aveva proposto l’immediato rilascio di Unsal ma mercoledì la Corte europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) ha rigettato la richiesta di scarcerazione.

Secondo il parere della Cedu al momento il detenuto non è in imminente pericolo di vita.

La Cedu si è limitata a raccomandare ad Unsal di interrompere lo sciopero della fame se ciò gli preclude un buono stato di salute e si è assicurata che le autorità turche non violino i diritti che spettano al prigioniero.

Indignazione per la scelta di Spanò

Come si legge nel Il Foglio lo schieramento della Cedu ha provocato una forte indignazione in molte organizzazioni sociali per i diritti civili e umani.

La Corte Costituzionale Turca si era già pronunciata contraria alla scarcerazione di Unsal e della sua collega Timtik morta proprio pochi giorni fa di infarto dopo 237 giorni di sciopero della fame.

La Cedu fu fondata nel 1959 per aiutare e dare speranza alle vittime di violazioni dei diritti umani in tutti i paesi del Consiglio d’Europa.

A parere di molti la scelta fatta dalla Corte in merito alla scarcerazione di Unsal non sembra però rispettare i valori su cui si fonda l’organizzazione stessa.

Da 4 mesi la Cedu è presieduta da Robert Ragnar Spanò, un giudice italo-islandese. Storicamente è il più giovane a ricoprire questa carica per tre anni.

Nei giorni scorsi Spanò ha accettato l’invito dell’Università di Istanbul per ricevere il conferimento di una laurea ad honoris causa.

La Cedu ha ovviamente il dovere di intrattenere rapporti istituzionali con tutti i paesi aderenti, compresa la Turchia.

La scelta di Spanò accettare la laurea ad honoris causa da parte dell’università Turca ha però indignato le associazioni di difesa dei diritti umani già rimaste contrariate dal rigetto della scarcerazione di Unsal.

L’Università di Istanbul è la medesima dalla quale decine di prestigiosi docenti sono stati cacciati oppure condannati alla prigione per motivi spesso discutibili.

Anche gli intellettuali turchi così come i prigionieri stessi sono rimasti allibiti dalla decisione di Spanò.