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Cedolare secca ai negozi: ipotesi ampliamento da parte del Governo?

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L’agevolazione fiscale della “cedolare secca” sugli affitti potrebbe interessare anche i negozi e non più solo le abitazioni private.

cedolare secca ai negozi

 

I parlamentari dell’opposizione, Alberto Bagnai (Lega), Maurizio Gasparri (Forza Italia), Andrea De Bertoldi e Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) chiedono di non rinviare più la riforma del Fisco, specie per quanto riguarda il settore immobiliare.

L’ampliamento è allo studio del Governo Conte e potrebbe essere inserito nella prossima legge di Bilancio come anticipato dalla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli al convegno del Coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza.

Il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa assicura anche interventi riguardo i temi dei “canoni non riscossi” e “sulla proroga degli sfratti”.

Tali misure potrebbero compensare le decisioni assunte durante l’emergenza pandemica relative il blocco degli sfratti in vigore fino al 31 dicembre 2020.

Cedolare secca ai negozi: nodi da sciogliere

I nodi interessanti che devono essere portati all’attenzione del Governo sono la richiesta dell’estensione del credito d’imposta del 60% per bar, ristoranti e negozi almeno fino alla fine del 2020.

Inoltre, deve essere abolita l’

“assurda regola della tassazione dei canoni non percepiti”.

Quello che sembra essere certo è che

“Non ci saranno aumenti delle imposte, stiamo cercando di lavorare esattamente sul fronte opposto”,

sottolinea la De Micheli.

Cedolare secca esercizi commerciali: i chiarimenti del Fisco

Già con la risposta all’Interpello n. 198 del 1 luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità di esercizio dell’opzione per il regime fiscale della cedolare secca, per quanto riguarda gli immobili ad uso commerciale.

Nel succitato interpello l’istante dichiara di aver locato un immobile commerciale di sua proprietà sulla base di un contratto di locazione registrato nel gennaio 2019.

Il soggetto istante chiede se è possibile usufruire del regime fiscale della cedolare secca per il quale, in sede di prima registrazione, è stata scelta l’opzione per la tassazione ordinaria.

Visto che l’opzione non sia stata esercitata nella fase di registrazione del contratto, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che è possibile accedere al regime della cedolare secca per le annualità successive.

Pertanto, è possibile esercitare l’opzione entro il termine previsto per il versamento dell’imposta di registro dovuta annualmente.