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Cavia da laboratorio, come adottarla alla fine degli esperimenti?

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Negli USA ora si può adottare una cavia da laboratorio a fine esperimento. Un ateneo ha deciso di non sopprimere gli animali, ma di fargli godere del calore di una famiglia.

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Nell’Università del Wisconsin è ora possibile adottare una cavia da laboratorio quando non più protagoniste di alcuni studi. A dar vita a quest’iniziativa è un professore, che spinge i suoi studenti a far conoscere il calore di una famiglia a questi animaletti, la cui sorte solitamente non è molto felice nella nazione.

L’adozione delle cavie da laboratorio

Questi roditori sono stati utilizzati per effettuare uno studio principalmente incentrato sugli ormoni e sulla riproduzione. Sono stati impiegati anche nelle ricerche sui fattori che influenzano il metabolismo, come ad esempio la temperatura, l’esercizio fisico o addirittura la musica.

Il professor Hein insegna biologia agli studenti di anatomia e fisiologia. Durante le lezioni ha visto i suoi allievi molto impacciati nel trattare coi topi, alcuni quasi spaventati. Quindi per aiutarli a familiarizzare coi topi, non solo ha chiesto loro di alimentarli, ha suggerito di adottarli. In un’intervista della Wisconsin Public Radio il docente ha detto:

“È un ottimo modo per espandere le proprie conoscenze e penso che sia un grande risultato sull’utilizzo di animali nella ricerca scientifica.”

Ratti: animali sensibili, puliti ed intelligenti

In un anno oltre la metà delle cavie da laboratorio è stato adottato diventando dei veri animali domestici chiamati topi d’appartamento. Si spera inoltre che entro la fine dell’anno accademico, tutti i restanti possano diventare animali domestici. I ratti sono nell’immaginario collettivo sono pensati come animali sporchi e stupidi. In realtà sono animali molto attenti alla propria igiene, anche più dei gatti e sono estremamente intelligenti.

“I ratti sanno rispondere al loro nome, sviluppano forti legami con i loro proprietari, amano le coccole e, sorprendentemente, sono anche abbastanza puliti.”