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Catanzaro, furbetti del cartellino in ospedale e Azienda sanitaria: 15 sospesi

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Vasta operazione della Guardia di Finanza dalle prime ore del mattino: sospesi 15 furbetti del cartellino, al termine di un’inchiesta sull’assenteismo in ospedale e nell’azienda sanitaria.

furbetti del cartellino

Cinquantasette indagati e 15 misure cautelari: fermati i furbetti del cartellino a Catanzaro.

Assenteismo in ospedale e azienda sanitaria

Sono 57 le persone indagate e 15 le misure cautelari emesse nell’ambito dell’inchiesta “Cartellino rosso”, guidata dalla Guardia di Finanza di Catanzaro.

Come riporta l’Adnkronos, dall’aba di questa mattina è in corso una vasta operazione delle Fiamme Gialle, su richiesta della Procura del capoluogo.

Sono un centinaio i finanzieri impegnati nei controlli all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.

Nel mirino dell’inchiesta sono finite le condotte illecite di diversi dirigenti e dipendenti delle strutture amministrative dell’asl di Catanzaro e del nosocomio pugliese.

Sospese 15 persone

Il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio nei confronti di 15 persone. Tra loro un dirigente, 6 dipendenti dell’asl e 8 lavoratori dell’ospedale.

L’interdizione va dai 3 ai 12 mesi.

Per altre 18 persone, invece, la Procura ha disposto il sequestro delle somme di denaro corrispondenti ai salari illecitamente guadagnati nei periodo di assenza. Il totale della confisca è di circa 20mila euro.

Complessivamente sono 57 i furbetti del cartellino coinvolti nell’inchiesta. Per ognuno di loro è arrivata oggi la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

In molti casi la Guardia di Finanza ha scoperto che gli indagati si allontanavano dal luogo di lavoro senza alcuna valida ragione. Le uscite erano per fare la spesa, o addirittura per recarsi a giocare ai videopoker in una vicina attività commerciale.

In altri casi, invece, alcuni indagati consegnavano il loro badge ad altri colleghi, per farlo timbrare ed attestare quindi la loro mendace presenza sul luogo di lavoro.

Le accuse per tutti sono di truffa ai danni di un ente pubblico e fraudolenta attestazione della presenza in servizio.