Cassa Integrazione: subito altre 4 settimane delle 9 previste dal Decreto Rilancio

Cassa Integrazione: subito 4 settimane senza interruzioni e riforma degli ammortizzatori sociali

Subito altre 4 settimane di Cassa Integrazione delle 9 previste dal Decreto Rilancio: il tutto senza interruzioni e non in due passaggi come deciso inizialmente.

Pertanto, le altre 4 settimane delle nove (su un totale di 18) previste dal Decreto Rilancio potranno essere utilizzate anche in anticipo e in continuità rispetto alle precedenti.

L’Esecutivo è intervenuto con un decreto legge sugli ammortizzatori sociali. Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha sottolineato con un tweet quanto segue:

“Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto che permette alle aziende che hanno esaurito le 14 settimane di #CassaIntegrazione, previste nel #CuraItalia e #DecretoRilancio, di anticipare le ulteriori 4 previste.

Sosteniamo la ripartenza delle imprese tutelando i lavoratori”.

Con il nuovo decreto si elimina l’interruzione e si potranno utilizzare consecutivamente le ultime quattro, garantendo così ai lavoratori la continuità del sostegno al reddito.

Si tratta di un’interessante novità che sarà accompagnata da una riforma dell’intero assetto per arrivare ad un meccanismo

«nuovo e molto più veloce».

Cassa Integrazione: i problemi ed i ritardi

Al centro del Piano di Rilancio presentato dal Premier Conte c’è la Cassa Integrazione, che durante i mesi del lockdown i ritardi nel pagamento della cassa sono stati uno dei maggiori problemi per il Governo.

Ad oggi sono 410.000 i lavoratori esclusi da qualunque sostegno, vittime di errori nella compilazione dei dati e di procedure eccessivamente burocratiche.

Tale sistema “farraginoso” necessita di essere riformato, sottolinea il Premier Conte.

Cassa Integrazione, Conte: “Cassa Integrazione farraginosa, la riformiamo”

Sulla Cassa Integrazione è stato annunciato il provvedimento per permettere alle aziende di chiedere subito le settimane previste a settembre.

La Ministra Catalfo:

“Da Cdm via libera alle aziende che hanno esaurito le 14 settimane di cassa integrazione per anticipare le ulteriori 4 previste”.

Ieri martedì 15 giugno a Villa Pamphilj si è tenuto il confronto tra i Sindacati ed il Premier Giuseppe Conte sul suo piano per il rilancio in 9 punti.

Al centro della discussione la Cassa Integrazione e l’annuncio di un provvedimento che estenderà subito l’ammortizzatore sociale per altre 4 settimane.

Alla luce dei ritardi nei pagamenti della Cassa Integrazione il Premier Conte sottolinea che è necessaria una riforma strutturale di uno strumento

“farraginoso”.

“Vogliamo riformare gli ammortizzatori sociali e cassa integrazione: vogliamo riformare uno strumento che si è rivelato farraginoso”,

ha sottolineato il Premier Conte al termine della giornata di lavori.

A differenza di altri Governi, l’attuale Esecutivo non abbandonerà per strada i lavoratori. Inoltre, il Premier ha sottolineato che gli Stati Generali non sono

“una passerella” ma “una competizione virtuosa per il futuro del Paese”.

Lavoro, Sindacati chiedono blocco licenziamenti fino a fine anno

Cgil e Cisl chiedono l’estensione dello stop ai licenziamenti fino alla fine del 2020.

Il leader della Cgil Maurizio Landini chiede il blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’anno e anche i conseguenti ammortizzatori sociali da mettere in campo.

Lavoro, tutela salario minimo e lotta al lavoro nero

Sul tema del lavoro il Governo Conte si impegna a sostenere le transizioni occupazionali, a tutelare il reddito dei lavoratori, a promuovere la qualità del lavoro.

“La tutela del reddito dei lavoratori dovrà essere articolata in molteplici progetti”,

sottolinea il Premier Conte.

C’è necessità di istituire un salario minimo nel Paese, lottare alla contrattazione pirata, detassare i rinnovi contrattuali, creare un Documento Unico di Regolarità Contributiva su appalti e subappalti per il costo del lavoro, incentivare il welfare contrattuale e contrastare il caporalato e il lavoro nero.

Per quanto concerne la promozione della qualità del lavoro, l’Esecutivo punta su misure volte a favorire la rimodulazione dell’orario di lavoro, tra cui lo smart working.

“Dovremo contrastare il ricorso al part-time involontario che frustra le aspirazioni e gli standard di vita, modulando anche i contratti di lavoro al fine di eliminare le fattispecie più precarie”,

sottolinea il Premier Conte.

 

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