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Caso Samira, al via il processo: “La minacciò alla gola”, la testimonianza di Wilma

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Al via oggi presso il Tribunale di Rovigo il processo per la scomparsa di Samira El Attar, attesi in aula i famigliari.

Al banco degli imputati il marito Mohamed Barbri assistito da un nuovo pool di legali, tutti gli aggiornamenti sulle richieste di accusa e difesa.

Samira El Attar, iniziato processo a Mohamed

Samira scomparsa da Stanghella: ipotesi di accusa e difesa

Samira è stata uccisa e fatta sparire dal marito per gelosia: questa è l’ipotesi della Procura alla luce degli indizi raccolti negli anni.

La donna è scomparsa da Stanghella, piccolo centro in provincia di Padova, il 21 ottobre 2019 e di lei non si è più saputo nulla.

Gli inquirenti hanno sospettato del marito sia a causa dei litigi che tra i due vi erano, come riportano alcune testimonianze, sia per altri indizi.

Uno di questi riguarda la cella agganciata dal telefono dell’uomo la notte della scomparsa.

Mohamed si trovava davvero durante la notte tra il 21 ed il 22 ottobre vicino ad un casolare abbandonato nei pressi del fiume?

L’uomo ha sempre sostenuto di esser rimasto a casa ed è proprio da tale punto che partiranno i legali di Barbri.

Il nuovo pool difensivo nominato dall’uomo di origine magrebina comprende i due avvocati Angeletti e Zacheo, la criminologa Anna Vagli, la genetista Teresa Accetta e l’esperto in celle telefoniche, il dottor Maurizio Cusimano.

Nella giornata di ieri 28 gennaio, il team si è ritrovato a Stanghella per il sopralluogo tecnico tra la casa dei coniugi Barbri ed il fiume Gorzone dove si suppone si trovi il corpo della povera Samira.

Il processo a Mohamed è iniziato: oggi prima udienza

Si tratterà, nei propositi della difesa, di smontare quegli indizi che non forniscono ancora la prova certa. Il corpo di Samira El Attar, infatti, la 41enne di Stanghella, non è mai stato ritrovato.

Non solo, come ha sottolineato la dottoressa Anna Vagli, manca anche la scena del crimine e l’arma. In sostanza dunque per la difesa Samira è ancora una persona scomparsa.

Oggi venerdì 29 gennaio 2021 è iniziato il processo a Mohamed Barbri presso il Tribunale di Rovigo.

In aula dovrebbero essere presenti la madre ed il fratello di Samira che si sono costituiti parte civile assieme all’Associazione Penelope.

All’udienza sarebbe presente anche la zia di Samira, a cui il Tribunale ha affidato la figlioletta in via provvisoria nello scorso novembre. I famigliari di Samira si sono affidati all’avvocato Nicodemo Gentile.

Da quanto filtra dalle prime indiscrezioni, i legali di Barbri avrebbero intenzione di opporsi all’eventuale presenza di testimoni già in questa prima udienza, come riporta su Twitter Chi l’ha visto.

I testimoni previsti nel corso delle udienze, che saranno molto vicine, come ci ha svelato in una recente intervista la dottoressa Vagli, saranno una decina per l’accusa e ben 56 per la difesa.

AGGIORNAMENTO: La Corte d’Assise in Camera di Consiglio e la testimonianza di Wilma

Dalle notizie che filtrano tramite Twitter la Corte d’Assise di Rovigo si sarebbe ritirata in camera di consiglio. La decisione riguarderebbe proprio la possibilità di ascoltare i 10 testimoni previsti mentre la difesa ha chiesto di rinviare l’udienza.

La trasmissione Chi l’ha visto ha inoltre documentato la presenza di un ospite non previsto all’udienza a porte chiuse: un gatto di nome Rossini, arrivato dalla Bosnia ma che si aggira tra i luoghi pubblici di Rovigo, tra cui anche il Tribunale e la sedia del Sindaco!

La prima udienza è terminata attorno alle 14.50 e come riporta l’inviato di Chi l’ha visto fondamentale è stata la testimonianza di Wilma, madre del proprietario della ditta dove era impiegato Mohamed.

La donna 81enne racconta che il giorno della scomparsa di Samira, alle 14.30 Mohamed si presentò a casa sua con la bambina affermando:

“Samira è scappata con tutti i soldi”

La testimonianza è molto importante perché permette, se confermata, di circoscrivere la sparizione tra le 10 (ora in cui la vide una vicina) e le 14.30.

Ma non è tutto, Wilma afferma anche di aver visto Mohamed minacciare Samira facendole il gesto di tagliarle la gola.

La prossime udienza si terrà il 19 febbraio potrebbero essere fondamentali per giungere alla sentenza di primo grado.