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Brueckner rifiuta di collaborare sul caso Maddie McCann: ‘Più facile ordinare acqua santa all’inferno’

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Sulla scomparsa della piccola Maddie McCann, l’imputato Brueckner si rifiuta di collaborare. Afferma di non nascondere nulla: è la procura che deve provare la sua colpevolezza, non il contrario.

Caso Maddie
Maddie McCann

Brueckner si rifiuta di collaborare dal carcere sul caso di scomparsa della piccola Maddie e vuole che sia la procura a trovare le prove della sua colpevolezza, non il contrario.

La piccola e dolce Maddie McCann, 3 anni, è scomparsa in Portogallo mentre trascorreva una vacanza con i genitori nel lontano 2007.

Il sospettato Christian Brueckner è ora in carcere per detenzione di stupefacenti ma è stato già accusato di essere responsabile della sparizione di altri 2 bambini oltre che di stupro.

Brueckner si rifiuta di collaborare alle indagini

Dal carcere Christian Brueckner non intende aiutare a portare a compimento le indagini e si rifiuta categoricamente di collaborare con la procura:

Se sono colpevole che lo provino

Anche il suo avvocato, Fridrich Fulscher, ha confermato che il suo cliente non vuole collaborare: ‘Non spetta a lui provare la sua innocenza, ma alla Procura provare la sua presunta colpevolezza’.

La procura tedesca ha notificato alla famiglia di Maddie che oramai non si tratta più di un caso di scomparsa di minore ma di omicidio.

A giugno una lettera arrivata alla famiglia McCann da parte della procura li ha messi al corrente della morte ufficiale della piccola ma loro non si sono arresi e pretendono prove tangibili del decesso.

Secondo il difensore dell’unico sospettato del caso la perquisizione del giardino di Hannover è stata fatta solo per deviare il giudizio della giuria sul suo cliente.

Operazione che serviva a influenzare la decisione dei giudici sulla possibilità di rimettere Brueckner in libertà’, afferma.

Un chiaro tentativo, a parere dell’avvocato tanto quanto dell’imputato, di influenzare negativamente la giuria che si avvicina al verdetto per la condanna che pende sull’imputato: stupro di una turista americana in Portogallo, emessa nel 2019.

Un condanna contro cui l’imputato ha fatto ricorso e, se dovesse essere annullata, l’uomo potrebbe essere libero ed uscire dal carcere.

Il rifiuto di parlare con gli inquirenti da parte di Christian Brueckner non è da intendersi come una conferma di colpevolezza oppure volontà di nascondere la verità.

Il pregiudicato vuole che sia la procura a fare tutto il lavoro: deve dichiararlo colpevole dimostrando prove concrete sull’aver commesso il crimine oggetto del caso.

L’avvocato di Brueckner ha affermato:

È più facile ordinare un bicchiere di acqua santa all’inferno, piuttosto che vedere il mio cliente collaborare

Sensazione agghiacciante della proprietaria di casa

La famiglia McCann nelle ultime settimane si è ben guardata dal rilasciar qualunque tipo di dichiarazione riguardo la perquisizione di Hannover.

Sono stati ritrovati alcuni sacchi dichiarati come potenziali prove e alcuni giorni fa è arrivata una richiesta agghiacciante da una donna.

L’attuale proprietaria della casa che prima apparteneva a Brueckner ha chiesto alla procura di perquisire i sotterranei e le cantine della casa.

La donna l’ha acquistata tempo fa dal pedofilo e non si sente tranquilla a viverci.

Prova delle sensazioni a dir poco agghiaccianti a vivere nella struttura, ha dichiarato alla procura: ‘C’è qualcosa che non va in questa casa, a volte ho paura di dormire sopra il corpo di Maddie’.

La padrona di casa si riferisce ad una buca di grandi dimensioni scavata sotto la casa di Brueckner anni fa.