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Caso Cucchi, le intercettazioni choc tra due carabinieri: “Bisogna aiutare i colleghi che sono coinvolti”

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Continuano le indagini sulla morte di Stefano Cuchi, il quale in seguito al suo arresto per detenzione di stupefacenti, fu brutalmente picchiato con “schiaffi, pugni e calci” da alcuni militari dei Carabinieri e sottoposto a “misure di rigore”  non conformi alla legge. Nel  proseguire le indagini emergono nuove ed agghiaccianti  intercettazioni tra due carabinieri. Ecco il contenuto delle intercettazioni.

intercettazioni choc carabinieri vogliono proteggere chi è responsabile
Stefano Cucchi

Davvero agghiaccianti le intercettazioni tra il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Iorio e il maresciallo Ciro Grimaldi emerse solo ultimamente, nel corso delle indagini sulla morte di Stefano Cucchi, il quale nel lontano Ottobre del 2009, dopo il suo arresto per “detenzione e cessione di stupefacenti” fu pestato a sangue da alcuni militari dei carabinieri. Un’aggressione che fu fatale per il 32enne.

Vicebrigadiere Mario Iorio, l’intercettazione Choc: “Dobbiamo aiutare i colleghi in difficoltà”

“Bisogna avere spirito di corpo”

Esordisce così il vicebrigadiere Iorio, all’interno delle choccanti intercettazioni, il quale riferisce all’altro di dover proteggere, proprio per “spirito di corpo” i colleghi coinvolti nel brutale assassinio di Stefano Cucchi, così prosegue:

“se c’è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare”

L’intercettazione, risalirebbe al 6 Novembre del 2018, e sarebbe trascritta all’interno di una “annotazione della Squadra mobile di Roma del 17 gennaio scorso, e depositata agli atti del processo”.

Inoltre all’interno dell’intercettazione sempre il vicebrigadiere racconta al Maresciallo Grimaldi, tutti i dettagli di ciò che gli era stato riferito da un altro esponente dell’arma, il Colonnello Pascale:

 “Mi raccomando dite al Maresciallo che ha fatto servizio alla Stazione lì dove è successo il fatto di Cucchi, di stare calmo e tranquillo, mi stanno rompendo, loro e Cucchi”.

Caso Cucchi: l’inchiesta e gli indagati

Giovanni Musarò, il sostituto procuratore che si sta occupando del caso, sta cercando di ricostruire  “la scala gerarchica dei carabinieri che ebbe un ruolo nella falsificazione dei documenti sullo stato di salute di Cucchi” deceduto il 22 Ottobre 2009.

Come è già noto, nel registro degli indagati attualmente è presente anche il tenente colonnello Francesco Cavallo, che in quel periodo ricopriva il ruolo di Capo Ufficio del comando del Gruppo Carabinieri di Roma.

Secondo quanto trascritto negli atti giudiziari depositati dal pm, sarebbe stato proprio lui a  “suggerire al luogotenente Massimiliano Colombo, comandante della stazione Tor Sapienza, di effettuare modifiche all’annotazione di servizio sullo stato di salute di Cucchi”.