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Caserta: indagato Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio regionale Campania

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Nell’inchiesta all’Asl di Caserta è presente Gennaro Oliviero, eletto nelle file del centrosinistra alle ultime elezioni regionali.

L'accusa comprende il reato di traffico di influenze.

Era nella coalizione per il governatore Vincenzo De Luca.

Indagato per traffico di influenze a Caserta

L’accusa formalizzata a Gennaro Oliviero, presidente del Coniglio della Campania, si riferisce al reato di traffico d’influenza in riferimento ad un unico evento.

L’inchiesta dei Nas e della procura di Napoli Nord sulla sull’Asl di Caserta ha permesso di portare alla luce i molti casi di assenteismo, malcostume e gare d’appalto truccate.

Gennaro Oliviero, è stato eletto nelle file del centrosinistra alle ultime elezioni regionali a settembre 2020 nella coalizione che sosteneva il governatore Vincenzo De Luca.

Tuttavia ad oggi il presidente del consiglio regionale è solo citato in un’ordinanza, indagato in stato di libertà, ma non risulta abbia ricevuto alcuna notifica.

Come riportato dalla redazione di Fanpage la risposta di Gennaro Oliviero è stata:

“Ho piena fiducia nella magistratura, e sono a disposizione per chiarire al più presto la mia estraneità ai fatti”.

Nell’ambito dell’inchiesta nominata Penelope, per ora risultano essere dodici le persone arrestate.

Corruzione all’Asl di Caserta

I Nas di Caserta questa mattina hanno dato il via a un’ordinanza di custodia cautelare, emanata dal gip del tribunale di Napoli Nord che riguarda 18 persone.

Per 12 di loro sono stati avviati gli arresti domiciliari, per le altre 6 invece delle misure interdittive, tutti risultano residenti nella provincia di Caserta.

Il reato contestato al presidente del Coniglio della Campania consiste nell’aver favorito la carriera dell’ex direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Caserta e di un avvocato.

Inoltre dall’indagine è emerso che l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza come il 118, dava seguito a uno scambio di regali e assunzioni.

Nell’indagine sono state utilizzate intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno permesso agli inquirenti di portare a galla numerosi gravi violazioni penali.

Tra queste l’affidamento a poche ditte “accomodanti”, di lavori di ristrutturazione di locali aziendali, che venivano curati dal Dipartimento di Salute Mentale (Dsm).