Home Cronaca Caserma Levante, Giuseppe Montella accusa: “Sono colpevole, ma i miei superiori sapevano”

Caserma Levante, Giuseppe Montella accusa: “Sono colpevole, ma i miei superiori sapevano”

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Il carabiniere imputato nella vicenda di spaccio e presunte torture ha scelto di collaborare ed ha respinto con fermezza le accuse di pestaggi sistematici.

caserma Levante, dichiarazioni Giuseppe Montella

Lo scorso novembre, la Caserma Levante è tornata operativa. Al comando della stessa un nuovo maresciallo: Salvatore Russo, fino ad allora in forze al Nucleo Investigativo e prima ancora all’Aliquota Operativa della Compagnia di Piacenza.

La vicenda della caserma Levante

Sono 23 gli indagati nell’ambito delle indagini avviate lo scorso luglio sulla caserma Levante di Piacenza. La Procura di Piacenza ha chiesto il giudizio immediato per 16 degli imputati nella vicenda.

In totale sono 62 i capi di imputazione contestati, quasi tutti a carico dei cinque carabinieri della caserma, quattro dei quali sono tuttora in carcere. Soltanto uno è infatti agli arresti domiciliari.

A Giuseppe Montella, considerato il capo della banda, vengono contestati 40 capi d’imputazione, a Salvatore Cappellano, 13, 9 ad Angelo Esposito, 7 a Giacomo Falanga e 5 a Daniele Spagnolo.

Le accuse per i militari sono di: corruzione, spaccioabuso d’ufficio e tortura. Per gli altri civili coinvolti l’accusa è di spaccio di stupefacenti, tranne per uno di loro a cui viene contestata l’accusa di minaccia ed estorsione.

Per l’ex comandante della caserma, Stefano Bezzeccheri, sono invece ancora in corso le indagini. L’accusa per lui è di abuso d’ufficio.

Le parole di Giuseppe Montella

“Allora, io ammetto tutto. Ne ho fatte di cavolate, però se mi devo prendere le colpe degli altri no! Dentro la caserma tutti sapevano, fino al comandante, non potevi non sapere perché ci si stava dalla mattina alla sera insieme”.

A parlare è il carabiniere Giuseppe Montella, coinvolto nella vicenda della Caserma Levante.

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Il militare ha ammesso alcuni dei reati che gli vengono contestati, ne ha ridimensionati altri ma ha reso evidente la connivenza di tutti quelli che lavoravano alla caserma Levante.

“Tutti sapevamo che ogni tanto davamo una canna, qualcosa. Sapevano che quando si facevano arresti grossi si diceva, ‘teniamo due grammi, tre grammi da dare'”

ha ammesso Montella, che però ha respinto le accuse di pestaggi sistematici nella caserma.