Home Cronaca Caronte e Tourist in amministrazione giudiziaria: favoriva la ‘Ndrangheta

Caronte e Tourist in amministrazione giudiziaria: favoriva la ‘Ndrangheta

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Sono state scoperte delle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nella società che gestisce il trasporto sullo stretto di Messina: la Caronte e Tourist.

caronte e tourist

L’operazione della Caronte e Tourist è stata coordinata dalla direzione investigativa anti mafia di Reggio Calabria.

Sotto amministrazione giudiziaria

La direzione investigativa anti mafia di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica ha eseguito un provvedimento con cui è stata disposta, per sei mesi, l’amministrazione giudiziaria nei confronti della Caronte e Tourist.

L’amministrazione giudiziaria è uno strumento nuovo previsto dalla legge che prevede una sorta di controllo giudiziario sull’attività svolta dall’impresa, che può continuare a lavorare senza limitazioni oggettive o soggettive e senza modificare i suoi vertici.

Si tratta della società di navigazione che movimenta 500 milioni l’anno, ritenuta responsabile di aver favorito esponenti della ‘Ndrangheta.

L’operazione è stata denominata Scilla e Cariddi. Come ha affermato, ai microfoni di SkyTg24, Fabrizio Fazio, vice questore della Polizia:

“E’ stata accertata la presenza storica della criminalità organizzata all’interno di Caronte & Tourist. Storica grazie all’apporto di numerosi collaboratori che hanno fornito informazioni importanti”.

In particolare, si trattava di infiltrazioni che avvenivano attraverso la fornitura di beni e servizi quali: disinfestazioni, servizi di ristorazione, servizi di Polizia. Inoltre, si assumevano anche esponenti della cosca per lavorare. Soggetti che poi iniziavano a ricoprire ruoli importanti.

Una collaborazione importante

Durante l’operazione, c’è stato anche un maxi sequestro di beni riconducibili a Massimo Buda. Quella della Caronte non era la classica storia di tangenti. La ‘Ndrangheta, infatti, era parte integrante del business di, come detto sopra, legati agli appalti di servizi quali pulizie, ristorazione e altro.

Per evitare le infiltrazioni, la Cda della società era stata affidata ad un ex Prefetto. Un controllo che, però, non è mai stato effettuato.

La Caronte è comunque un soggetto economico molto importante, con oltre 1200 dipendenti. Non è sorprendente che i vertici della Caronte abbiano potuto intrattenere rapporti con le istituzioni.