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Carabinieri arrestati a Piacenza, il legale di un militare: “Molto provato, non è uno spaccone”

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Proseguono senza sosta le indagini su quanto avvenuto nella caserma di Piacenza, dopo l’arresto di 6 carabinieri.

carabinieri arrestati a Piacenza

Il legale di uno dei militari finiti in carcere ha ribadito l’estraneità ai fatti del suo assistito. Intanto, su quanto emerso nella caserma di Piacenza e sui ruoli dei 6 carabinieri arrestati, indaga anche la Procura militare di Verona.

I reati contestati

Una vera e propria bufera quella che si è abbattuta sulla caserma Levante di Piacenza. Sei i carabinieri arrestati con accuse pesantissime: si va dallo spaccio, all’estorsione, fino al reato di tortura.

Pratiche illegali, andate avanti per ben 3 anni. Tra i capi d’accusa per i 6 militari, anche delle certificazioni false fornite da uno dei carabinieri finiti in carcere ad alcuni spacciatori piacentini, per consentirgli di raggiungere Milano a rifornirsi di droga durante l’emergenza coronavirus.

Tra i vari episodi contestati ci sono pestaggi, percosse,  appropriazione di droga e dichiarazioni mendaci per incastrare le vittime.

Da alcune intercettazioni sarebbe addirittura emersa l’organizzazione di una vera e propria orgia con due escort. Incontro che sarebbe avvenuto nell’ufficio del comandante.

Le parole del legale

Intanto, il legale di uno dei carabinieri arrestati, ha incontrato il suo assistito nel penitenziario di Piacenza.

“Il mio assistito è molto provato. Non ha l’atteggiamento baldanzoso e da ‘spaccone’ che emerge dall’ordinanza del gip e dai racconti giornalistici”

ha sottolineato il legale.

Intanto, come riferisce anche Fanpage, il comando generale dell’Arma ha già nominato il nuovo comandante della caserma piacentina.

Si tratta del capitano Giancarmine Carusone, 34enne originario di Caserta, e che fino a ieri era in servizio, come comandante di Compagnia, a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina.

Dei militari presenti nella caserma finita nel mirino dell’inchiesta, soltanto uno di loro sarebbe completamente estraneo ai fatti. Nelle intercettazioni telefoniche, il giovane appuntato raccontava al padre gli illeciti perpetrati dai colleghi.