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Brasile, la deforestazione sta aumentando il rischio contagio tra gli indigeni

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La deforestazione è anche una questione sanitaria ed economica per ridurre la diffusione del COVID-19, salvare vite umane e prevenire le disuguaglianze.

Gli indigeni in Brasile sotto attacco della deforestazione e del Covid-19.

Deforestazione e Covid-19

Nel 2020 il Brasile è diventato uno degli epicentri mondiali del COVID-19 e del disboscamento. Ha registrato il 15,1% dei casi confermati di COVID-19 e il 14,3% dei decessi totali segnalati a livello globale fino alla fine di agosto.

Tuttavia la malattia ha colpito in modo diverso i gruppi etnici in Brasile e in altri Paesi del mondo, allargando il divario di reddito e le diseguaglianze razziali.

Come riporta anche GreenMe, in Brasile e nella Foresta Amazzonica gli incendi che si sono susseguiti in maniera serrata hanno messo le popolazioni allo stremo.

Il Brasile è al primo posto nel campo della deforestazione in tutto il mondo e quest’anno sono state bruciate anche il 55% delle terre disboscate.

Di questo è complice anche l’aumento dell’estrazione mineraria incentivata dal governo Bolsonaro, che ha incrementato le concessioni. Il 2020 a causa del Covid è nata una nuova emergenza.

Covid-19 e indigeni

Da un nuovo studio, è emerso che la deforestazione ha assunto un ruolo di rilievo tra le popolazione indigene che vengono a contatto con il COVID-19.

Dai dati dello studio viene evidenziato come basti un solo kmq disboscato oggi, per aumentare in due settimane, del 9,5%, i nuovi casi di coronavirus tra le popolazioni indigene.

Sono oltre 300 le popolazioni, che in maggioranza vivono nella foresta amazzonica, nei confini del Brasile, e posizionate al crocevia tra COVID-19 e la deforestazione.

Le ONG hanno annunciato, senza mezzi termini, che la deforestazione e l’accaparramento di terre, associata all’estrazione e all’allevamento di bestiame, trasmettono il COVID-19 alle popolazioni native.

Ovviamente il nesso non è automatico, necessita della vicinanza umana, ma è correlato alla diffusione dell’agente patogeno.

Nelle terre indigene nel 2020 si è creata un certo tipo di interazione sociale, sia pacifica, che violenta. Inoltre parte delle comunità indigene sono esposte al virus per il contatto con persone infette, in occasione dell’estrazione illegale.

Bolsonaro ha incoraggiato questa forma di estrazione mineraria, e denigrato le popolazioni indigene del Brasile, affermando in gennaio che:

“Gli indiani stanno diventando sempre più esseri umani proprio come noi”.

Senza contare che nel mese di febbraio, il governo ha presentato al Congresso una legge, Bill 191/2020, che avrebbe consentito l’attività di estrazione mineraria.

In ogni modo il presidente Jair Bolsonaro non ferma la sua corsa allo sfruttamento dei territori indigeni, mettendoli a rischio estinzione.