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Bolivia, scontri tra manifestanti e Polizia: almeno otto morti e decine di feriti

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Scontri in Bolivia tra manifestanti e forze dell’ordine: almeno 8 i morti, decine i feriti

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Otto persone uccise e molte ferite negli scontri in Bolivia tra la folla di manifestanti e la polizia.

Jeanine Anez nuova presidente

La scorsa settimana l’oppositrice Jeanine Anez si è autoproclamata presidente della Bolivia.

La Anez è arrivata al comando della Bolivia nonostante non abbia raggiunto il quorum dei voti, visto che più della metà del  parlamento è ancora controllato dal partito dell’ex Presidente Evo Morales.

L’elezione di Jeanine Anez ha dato il via ad una transizione istituzionale, che dovrebbe sancire nuove elezioni entro i prossimi 3 mesi.

Per buona parte dei boliviani, la neo eletta è un’usurpatrice, per l’altra parte del popolo la Anez darà al Paese l’opportunità di rinascere.

L’ex presidente Evo Morales si era dimesso dalla carica lo scorso 10 novembre, quando il comandante della polizia e Kaliman, capo dell’esercito boliviano, lo avevano praticamente costretto a farlo.

Nuovi scontri in Bolivia

Intanto, proseguono gli scontri in Bolivia. Almeno 8 persone hanno perso la vita negli scontri tra i manifestanti, sostenitori di Evo Morales, e forze di Polizia.

La manifestazione, iniziata pacificamente, è degenerata quando alcuni manifestanti hanno provato ad attraversare una zona sottoposta al checkpoint militare nella zona di Cochabamba. Alcuni manifestanti avrebbero anche sequestrato due sottufficiali della polizia e sarebbero in corso le trattative per ottenerne la liberazione.

L’ex Presidente Evo Morales ha chiesto alle forze dell’ordine e ai militari di fermare il massacro dei boliviani.

“L’uniforme delle istituzioni della Patria non può macchiarsi con il sangue del nostro popolo”

ha ribadito Morales. Molti dei manifestanti sarebbero infatti stati uccisi a colpi di pistola. Intanto, la Commissione interamericana dei diritti umani ha condannato con forza l’uso delle armi da parte delle forze di Polizia boliviane, sancendo l’obbligo dello Stato di garantire diritto alla vita e sicurezza di chiunque scenda in piazza per manifestare.