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Bielorussia, Kolesnikova accusa Kgb: ‘Sarei uscita dal paese viva o morta’

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Kolesnikova dalla prigione di Minsk accusa Kgb: viva o a pezzi la volevano far espatriare. Lukashenko non vuole lasciare il potere.

Maria Kolesnikova minacciata dal KGB

Maria Kolesnikova denuncia gli autori del suo rapimento: il Kgb l’ha rapita, ha tentato di farla espatriare contro la sua volontà e infine l’ha minacciata di morte.

Lukashenko non intende lasciare il potere acquistato anche se il popolo grida a gran voce le sue dimissioni.

Maria Kolesnikova minacciata di morte dal Kgb

La dissidente Maria Kolesnikova ha denunciato gli agenti del Kgb che l’hanno rapita lunedì scorso in pieno giorno mettendole un sacco in testa e sbattendola in un furgone.

Nella dichiarazione rilasciata a Tut.by sono specificati nomi e gradi degli agenti coinvolti del Kgb e del Gubopik.

La denuncia della Kolesnikova è per rapimento, detenzione illegale e minaccia di morte.

La donna dichiara che tre uomini dei servizi segreti di Minsk le hanno coperto il volto e hanno minacciato di ucciderla.

Durante il viaggio in auto verso il confine con l’Ucraina le è stato detto che avrebbe dovuto fare tutto quel che le veniva ordinato senza opporrere sistenza:

Sarei stata portata fuori dal paese,viva o a pezzi

ha dichiarato.

Proprio perché sapeva che non avrebbe avuto via di uscita ha deciso di strappare il passaporto per impedire l’espatrio forzato.

Maria Kolesnikova è rimasta impaurita dalle minacce che gli hanno lanciato gli uomini del Kgb. Le avevano anche garantito una condanna a 25 anni di reclusione.

Rivela con dolore:

Ho preso le minacce in modo serio

dicendo che gli stessi uomini le avevano promesso di crearle problemi sia nel centro detentivo che in prigione.

Come si legge su La Stampa, la donna racconta che dopo il fallimento del tentativo di espatrio in Ucraina gli agenti l’hanno rinchiusa in una cella per più di un’ora.

Non ha perso occasione per gridare subito aiuto: chiedeva ai funzionari che passavano davanti alla sua cella di avvertire il suo avvocato e il padre che si trovava lì.

L’attuale presidente Alexander Lukashenko ha fornito informazioni contrastanti sulla situazione della Kolesnikova.

L’arresto della donna, secondo Lukashenko, è stato compiuto in risposta al tentativo illegale di Maria di uscire dal paese. Ora si trova in carcere con l’accusa di colpo di stato e tentativo di usurpazione del potere.

Lukashenko non rinuncia al potere

Il presidente Lukashenko sembrava intendesse lasciare la carica politica davanti ad un gruppo di testate russe ma non è così.

Ha intenzione di aprire nuove elezioni presidenziali dopo la convocazione dell’Assemblea del Popolo a fine anno.

Il presidente conferma che non rinuncerà alla sua carica perché:

Il potere non viene dato in modo che uno ceda

Il popolo continua a insorgere per le strade inneggiando alle sue dimissioni ma al presidente non sembra importare.