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Bibbiano, indagini chiuse: rinvio a giudizio per 26 persone

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L’inchiesta sui fatti di Bibbiano è stata chiusa con un rinvio a giudizio per 26 persone. Tra i capi d’accusa: abuso d’ufficio, peculato, violenza e altro.

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Resta sotto accusa anche Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano.

Bibbiano: indagine finita con 26 persone sotto accusa

L’inchiesta di Bibbiano, nota con il nome di Angeli e Demoni, ha visto la sua fine con la notifica, da parte dei carabinieri di Reggio Emilia a 26 persone sugli illeciti presunti della Val d’Enza. La Procura di Reggio Emilia ha contestato 108 capi di imputazione. Resta indagato anche Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano. I dettagli che emergono dalle ultime indagini sono abbastanza macabri: uno degli piscoterapeuti, Nadia Bolognini, indossava la maschera del lupo cattivo. Non solo il lupo di Cappuccetto Rosso ma anche altri personaggi cattivi, col fine di punire o inseguire (per spaventare) un bambino. Alla fine del gioco la psicologa faceva sì che il piccolo associasse la figura cattiva a quella del compagno di sua mamma. Un uomo che era già stato accusato di abusi sessuali.

I capi d’accusa

Tra i capi d’accusa spiccano: minacce e violenze a pubblici ufficiali, frode processuale, peculato, abuso d’ufficio, maltrattamenti, violenza privata, lesioni dolose, truffa aggravata per aver conseguito soldi pubblici e molti altri. Sono 26 le persone a cui sono stati contestati i reati di cui sopra. Bisognerà attendere 20 giorni affinché ci siano le richieste di rinvio a giudizio. Tra 4 posizioni, una è stata archiviata. Infatti, un indagato patteggerà nel corso di una udienza che avrà luogo il 27 gennaio prossimo.

Come si legge su TgCom24, Marco Mescolini, procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, ha affermato:

“La massiccia attività istruttoria dopo le misure cautelari attraverso consulenze, interrogatori, analisi dei documenti, ha consentito non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal gip in fase cautelare, ma anche di integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie”.