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Beirut, inferno in sala parto: il piccolo George nasce durante l’esplosione-VIDEO

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La vita ha vinto nell’inferno di Beirut: un video immortala la nascita di George negli attimi successivi alla terribile esplosione.

Beirut, parto durante esplosione
La nascita d George durante l’esplosione a Beirut

Immagini che stringono il cuore quelle riprese all’ospedale di Beirut: la storia commovente del piccolo George.

La nascita di George durante l’esplosione

Si contano morti e feriti a Beirut, in conseguenza delle fortissime esplosioni avvenute il 4 agosto nella zona del porto.

I danni ingentissimi hanno coinvolto molto edifici della città: tra questi ad essere colpito anche l’ospedale Saint George distante circa due chilometri dal luogo dell’esplosione.

Nonostante il dramma una storia di speranza che arriva proprio dall’ospedale della città libanese ha fatto il giro del mondo: la nascita del piccolo George durante quei terribili momenti.

La mamma del piccolo era appena entrata in sala parto per dare alla luce il suo bimbo quando l’esplosione ha investito l’edificio.

Un video ha ripreso la scena: le finestre che si infrangono le grida ed il panico che colpisce chi gira il video come riporta anche Il Fatto Quotidiano.

La storia di George è però a lieto fine: la calma e la professionalità dei sanitari che assistevano la donna in sala parto permettono alla mamma di portare a termine il parto.

Il piccolo verrà alla luce alle 19.10 nella gioia generale, e prenderà il nome dell’ospedale che lo ha protetto durante l’esplosione.

Il video della BBC diffuso su Youtube come riporta anche Blitz Quotidano e le prime immagini del piccolo hanno commosso il mondo e portano speranza anche nella tragedia.

Il dramma della capitale libanese: vittime e feriti, gli aggiornamenti

Mentre sono in corso le indagini per ricostruire cosa sia accaduto a Beirut giungono le prime ipotesi.

Ad essere al vaglio degli inquirenti sarebbe la possibilità di un sabotaggio collegato ad Hezbollah.
Secondo la ricostruzione ad appiccare il fuoco in un magazzino del porto sarebbe stato un commando organizzato: lo scopo era quello di far ricadere la colpa di Israele.

L’ipotesi ancora da confermare indicherebbe che gli uomini del commando non avrebbero saputo che nel magazzino erano contenute circa 2700 tonnellate di nitrato di ammonio.

Continuano incessanti le ricerche dei superstiti: si registrano ad ora circa 135 morti e 5000 feriti tra cui anche un militare italiano.
La tragedia ha portato oltre 300 mila persone ad essere senza la loro abitazione.